Francesco Totti, ex capitano della Roma, ha versato un milione e mezzo di euro all’Agenzia delle Entrate per sanare una posizione fiscale riguardante il mancato pagamento dell’IVA sui compensi ricevuti tra il 2018 e il 2022. L’importo si riferisce ai guadagni derivanti da pubblicità televisive, presenze in programmi TV ed eventi sportivi.
Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza e dal Fisco hanno rivelato che la mancata apertura di una partita IVA per queste attività professionali è stata probabilmente causata da un errore del commercialista di Totti.
Totti doveva aprire la partita IVA
Appena venuto a conoscenza della situazione, l’ex calciatore ha prontamente saldato il debito con l’Erario, come riportato da La Repubblica. Gli ispettori del Fisco hanno sottolineato che l’attività legata all’immagine di Totti era continuativa e di natura professionale, motivo per cui sarebbe stata necessaria l’apertura di una partita IVA.
Dopo il ritiro dalla carriera calcistica nell’estate del 2017, Totti è stato molto richiesto come testimonial, consolidando ulteriormente la sua notorietà e il valore della sua immagine.