Blitz a Corviale: svolta nell’omicidio Molè e nella gambizzazione di Pacchiarotti

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Dopo mesi di intense indagini, ieri si è quasi chiuso il cerchio intorno all’omicidio di Cristiano Molè e alla gambizzazione di Massimiliano Pacchiarotti, noto come ‘Er Porpetta’. Un doppio blitz delle forze dell’ordine ha portato al fermo di due uomini di 43 anni, sospettati rispettivamente di essere il mandante e uno degli esecutori materiali degli attacchi.

L’operazione congiunta è stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci e dalla squadra mobile della Capitale, sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia. Il blitz ha permesso di rintracciare il presunto mandante a Trullo, mentre uno dei sicari è stato trovato nascosto in un B&B a Casaletto, nella zona di Monteverde. Quest’ultimo era armato con due pistole, una semi-automatica e un revolver, entrambe cariche e pronte all’uso.

Gli investigatori, per individuare gli indagati resisi irreperibili, hanno dovuto avvalersi dei reparti speciali dei NOCS della polizia di Stato e del GIS dell’Arma dei Carabinieri. Durante le perquisizioni precedenti al blitz, sono stati scoperti un vero e proprio arsenale: pistole Beretta e Tanfoglio, una mitraglietta Uzi e un fucile a canne mozze, tutte armi clandestine con matricole abrase, insieme a centinaia di cartucce di vario calibro.

La ricostruzione

Il primo agguato risale al 15 gennaio scorso, quando Cristiano Molè, 33 anni, è stato assassinato in stile mafioso in largo Odoardo Tabacchi, Corviale. I sicari hanno sparato una raffica di almeno quindici colpi contro il SUV su cui Molè si trovava con un amico, rimasto gravemente ferito. L’attacco, avvenuto intorno alle 19:30, non ha lasciato scampo a Molè, padre di una bambina.

Massimiliano Pacchiarotti, noto come ‘Er Porpetta’, è sopravvissuto miracolosamente a un attacco simile. Il 56enne è stato colpito alle gambe da almeno quattro proiettili sparati da un commando di tre uomini mascherati a bordo di una Fiat 500 bianca. L’assalto è avvenuto mentre Pacchiarotti rientrava a casa in largo Pio Fedi.

Nonostante l’arresto dei principali sospettati, il movente ufficiale rimane ancora ignoto. Tuttavia, le ipotesi puntano verso un doppio regolamento di conti legato a questioni di recupero crediti e traffico di droga. Le indagini proseguono ora per identificare e catturare eventuali complici coinvolti nei crimini.

Molè e Pacchiarotti erano stretti amici e soci, legati da una rete di rapporti che le autorità continuano a esplorare per fare piena luce sugli eventi che hanno scosso il quartiere di Corviale.

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