Stefano, proprietario di un magazzino vicino Roma, e un operaio sono stati attaccati da un gruppo di vespe Vulgaris dopo aver rotto accidentalmente un loro nido. I segni sulle braccia di Stefano testimoniano l’attacco subito nelle scorse settimane, quando, entrando in una piccola casetta in legno per prendere degli attrezzi da lavoro, hanno inavvertitamente disturbato lo sciame.
Il tentativo di salvare le vespe
Nonostante l’attacco, Stefano non aveva intenzione di liberarsi delle vespe in modo definitivo. “Volevo mettere in salvo gli insetti,” ha dichiarato Stefano. Con l’aiuto dell’etologo Andrea Lunerti, il nido è stato rimosso in sicurezza e i 10.000 individui sono stati trasferiti in una grotta a Morlupo. “E le abbiamo salvate,” ha confermato Lunerti in un’intervista a “Il Messaggero”.
Nessun pericolo di vita
Fortunatamente, né Stefano né l’operaio hanno riportato ferite gravi, nonostante l’intensità dell’attacco. Tuttavia, lo sciame aveva reso difficile la convivenza per gli occupanti del luogo. La rimozione del nido ha ristabilito la tranquillità nel magazzino, garantendo allo stesso tempo la sicurezza delle vespe.
L’incidente ha evidenziato quanto possa essere complessa la convivenza con alcuni insetti, specialmente quando vengono disturbati. Grazie all’intervento tempestivo e professionale, sia gli umani che le vespe hanno potuto continuare a vivere in sicurezza, rispettando l’equilibrio naturale