La via Appia è stata ufficialmente riconosciuta come patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco durante la 46esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale. La candidatura, la prima promossa direttamente dal ministero della cultura nel 2022, ha ottenuto l’approvazione grazie a un lavoro congiunto tra diverse istituzioni.
Un lavoro di collaborazione
Il successo della candidatura è il risultato di una collaborazione tra le Regioni Lazio, Campania, Basilicata e Puglia, 13 città metropolitane e province, 74 comuni, 14 parchi, 25 università e numerose rappresentanze delle comunità territoriali. Hanno partecipato anche il ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e la pontificia commissione di archeologia sacra della Santa Sede. Il ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, ha espresso grande soddisfazione per il risultato, sottolineando il valore storico e ingegneristico della via Appia, che nei secoli ha svolto un ruolo fondamentale negli scambi commerciali, sociali e culturali con il Mediterraneo e l’Oriente.
Storia e importanza della via Appia
La Via Appia, diventata così il 60esimo sito italiano riconosciuto dall’Unesco, fu la prima delle grandi strade romane costruite con tecniche innovative. Iniziata nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco per collegare Roma a Capua, venne successivamente prolungata fino a Benevento, Venosa, Taranto e Brindisi. Questo percorso facilitò la conquista romana e costituì una rete stradale che permise importanti scambi commerciali e culturali. La via Appia, concepita per esigenze militari, divenne rapidamente una strada di grandi comunicazioni commerciali, diventando un modello per tutte le successive vie pubbliche romane.
Riconoscimenti e prospettive future
Gianmarco Mazzi, sottosegretario alla cultura con delega all’Unesco, ha dichiarato che questo successo rappresenta un grande risultato per il ministero della Cultura e per tutti gli italiani che vivono lungo la Via Appia. Marta Bonafoni, consigliera regionale del Lazio per il Partito Democratico, ha aggiunto che l’iscrizione dell’Appia Antica tra i siti Unesco riconosce l’eccezionalità di un’opera ingegneristica che ha creato legami straordinari tra ambienti, comunità e culture nel corso dei secoli. Bonafoni ha ricordato il lavoro legislativo del 2018 per l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica, frutto di un coinvolgimento comunitario simile a quello che ha portato al riconoscimento dell’Unesco. Questo successo rappresenta un punto di partenza per nuove iniziative volte a preservare e valorizzare la straordinaria originalità e rilevanza della via Appia.