In oltre venti anni di attività illecite, una borseggiatrice di 31 anni, rom di origini croate, ha accumulato un impressionante curriculum di 148 reati, tra cui truffa, borseggio e rapine, principalmente nelle metropolitane di Roma e Milano. Nonostante la lunga serie di reati, la donna è riuscita a evitare il carcere per anni grazie a un ingegnoso stratagemma: la gravidanza strumentale.
Il modus operandi della donna prevedeva nulla al caso, utilizzando le gravidanze per ottenere il differimento della pena e continuare così la sua attività criminale senza interruzioni. Questo schema è proseguito fino a quando i carabinieri della compagnia di Pomezia e della stazione di Tor de Cenci, su mandato della Procura della Capitale, l’hanno arrestata nel campo nomadi di Castel Romano. La donna è stata trasferita nella sezione femminile del penitenziario di Rebibbia, dove dovrà scontare un residuo di pene pari a circa 30 anni di reclusione.
Le indagini hanno rivelato che l’attività criminale della donna è iniziata nel 2004, quando era ancora minorenne, con i primi scippi nella metro di Roma. Negli anni successivi, ha ampliato il suo raggio d’azione, operando anche a Milano e Brescia. A Milano, nel settembre del 2019, è stata arrestata dalla polizia, ma è tornata presto in libertà grazie al differimento della pena per gravidanza. Nonostante i numerosi arresti e processi, la donna è sempre riuscita a evitare il carcere grazie al medesimo stratagemma.
Le condanne accumulate nel tempo hanno portato il totale delle pene a quasi 30 anni di reclusione, un record impressionante. Mercoledì mattina, i militari hanno notificato il provvedimento emesso dai magistrati di piazzale Clodio alla roulotte in cui viveva la donna. Lo riporta Ansa.