Successo della campagna vaccinale contro Mpox nel Lazio

Oltre 3.500 persone vaccinate e più di 6.000 dosi somministrate per combattere l'Mpox, ex vaiolo delle scimmie

vaccinazione

La campagna di vaccinazione contro Mpox, organizzata dalla Regione Lazio e coordinata dall’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani Irccs di Roma, ha coinvolto oltre 3.500 persone a rischio tra il 2022 e il 2024. In totale sono state somministrate più di 6.000 dosi, con risultati presentati da Andrea Antinori, direttore del Dipartimento clinico dell’Inmi, durante la 25esima International Aids Conference (Aids 2024) tenutasi a Monaco di Baviera dal 22 al 26 luglio.

Il vaccino Mva-Bn (Modified Vaccinia Ankara-Bn) si è rivelato efficace e sicuro. Secondo i ricercatori dello Spallanzani, la vaccinazione ha giocato un ruolo cruciale, accanto alle modifiche dei comportamenti sessuali a rischio e alle azioni di sanità pubblica, nel controllo dell’epidemia di Mpox nella regione.

Vaccinazione, la nota dell’Inmi

“Antinori – riferisce l’Inmi in una nota – ha descritto l’impatto epidemiologico e di sanità pubblica della vaccinazione con Mva-Bn (Modified Vaccinia Ankara-Bn), gli esiti clinici della campagna vaccinale, il suo grado di accettazione e i risultati delle valutazioni di immunogenicità del vaccino. La campagna vaccinale regionale ha avuto “un alto grado di adesione nella popolazione target, con una copertura di quasi il 50%”, e il vaccino si è dimostrato “in grado di indurre una potente risposta immunitaria nel periodo immediatamente successivo alla vaccinazione stessa”.

Antinori ha inoltre riportato i risultati della risposta immunitaria a distanza di un anno dalla vaccinazione, che mostrano “una persistenza dell’immunità contro il virus, in particolare nelle persone che erano state vaccinate nell’infanzia per il vaiolo, mentre non si sono osservate risposte immunitarie alla vaccinazione diverse tra le persone con Hiv e la restante parte della popolazione. La somministrazione di 2 dosi sembra suscitare una risposta immunitaria superiore. Il vaccino inoltre si è dimostrato sicuro, con un basso tasso di eventi avversi, per lo più lievi e di breve durata e che hanno interessato prevalentemente la sede dell’inoculo”.

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