Con l’avvicinarsi del Giubileo del 2025, Roma Capitale ha deciso di aumentare i prezzi delle card “Roma Pass”, strumenti molto apprezzati dai turisti per visitare i musei della città e utilizzare i mezzi pubblici.
Le nuove tariffe delle card Roma Pass
Le card “Roma Pass”, introdotte nel 2006, consentono ai turisti di accedere gratuitamente o a prezzo ridotto ai musei e ai siti archeologici della Capitale, oltre a offrire la possibilità di usufruire del trasporto pubblico. La card da 72 ore, ad esempio, permette l’ingresso gratuito ai primi due musei o siti a scelta, con un ticket ridotto per le visite successive, e include l’uso dei mezzi pubblici. La versione da 48 ore, invece, offre condizioni simili ma con una durata ridotta e l’ingresso gratuito limitato al primo museo o sito visitato.
Un successo in crescita
Le card hanno riscosso un successo notevole tra i visitatori, tanto che le stime di vendita per il 2024 prevedono una domanda molto alta, con circa 150.000 unità della Roma Pass 72H e 50.000 della 48H. Per far fronte a questa domanda crescente, Roma Capitale ha deciso di ordinare 100.000 nuove card, per evitare l’esaurimento delle scorte, considerando che attualmente la versione da 48 ore non è disponibile. Inoltre, introdotta la versione digitale della card, pensata per superare le problematiche legate alla distribuzione delle card fisiche.
Gli aumenti dei prezzi
Il costo delle card ha subito diversi rialzi nel corso degli anni. Originariamente, la card da 72 ore costava 38,50 euro, mentre quella da 48 ore 28 euro. A febbraio 2020, i prezzi erano già aumentati rispettivamente a 52 e 32 euro. Tuttavia, con l’approssimarsi del Giubileo, il Campidoglio ha deciso di ritoccare nuovamente le tariffe, affidando il “repricing” a Zetema Progetto Cultura. Dal 2024, la card da 72 ore costerà 58,50 euro, con un incremento di 6,50 euro, mentre quella da 48 ore passerà a 36,50 euro, con un aumento di 4,50 euro. È importante sottolineare che questi aumenti andranno principalmente a beneficio dei musei inclusi nel circuito, mentre Atac, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico, non riceverà ulteriori fondi.
