Il progetto dello stadio di Pietralata, promosso dalla famiglia Friedkin, è al centro di una complessa vicenda legale che coinvolge residenti e lavoratori della zona. Mentre alcuni procedimenti legali si avvicinano a una definizione, altri continuano a creare tensioni.
L’ultimo sviluppo arriva dal Consiglio di Stato, dove la sezione settima ha respinto un ricorso presentato da due residenti di via degli Aromi, che avevano richiesto una sospensione cautelare dello sgombero delle loro proprietà. Questo sgombero, effettuato da Roma Capitale durante l’estate, era legato alla necessità di condurre indagini geognostiche e archeologiche per il progetto dello stadio.
I due cittadini, che avevano già tentato un ricorso al TAR senza successo, si erano poi appellati al Consiglio di Stato. Nonostante il Tribunale civile, lo scorso 17 luglio, avesse temporaneamente accolto la richiesta di uno dei residenti, impedendo l’accesso alle loro proprietà, la situazione è cambiata quando il 7 agosto la polizia locale è intervenuta per riprendere possesso delle aree.
La complessità del caso è evidente dalla serie di ricorsi presentati, alcuni dei quali ancora pendenti. Il Consiglio di Stato ha infatti riconosciuto la necessità di un approfondimento della questione in sede di merito, dichiarando che la situazione merita una maggiore analisi. Un esempio di tale complessità è rappresentato da un ulteriore ricorso presentato da un’azienda di autoricambi della zona, il cui esito è ancora sospeso.
Nei prossimi giorni è attesa una decisione definitiva del tribunale civile, che dovrà esaminare la vicenda nel merito e prendere una decisione. Fino ad allora, i residenti di via degli Aromi non potranno tornare nelle loro abitazioni, sgomberate il 5 agosto. La sentenza di primo grado, prevista a breve, sarà cruciale per determinare il futuro delle aree coinvolte nel progetto dello stadio.