Il comune ha annullato l’autorizzazione per l’installazione di una seconda antenna a San Saba, dopo le forti pressioni dei residenti, coordinati dal comitato “No antenne a San Saba”. Questa decisione rappresenta una vittoria per i cittadini del quartiere, preoccupati per la presenza di un’altra infrastruttura di telecomunicazioni in prossimità delle loro abitazioni, già soggette all’impatto di un’antenna esistente.
La questione è nata con la proposta di installare una nuova antenna telefonica da parte dell’operatore Iliad in via Zuccari 2. La notizia ha immediatamente provocato una mobilitazione tra i residenti, che hanno formato un comitato per contestare la decisione. Il nodo principale della protesta era la vicinanza di una seconda antenna in un’area dove già esisteva una struttura simile, installata in passato da un altro operatore.
Secondo il comitato, i vantaggi economici derivanti dalla locazione dell’antenna erano superati dai danni subiti dai residenti, sia in termini di svalutazione degli immobili che per l’esposizione alle onde elettromagnetiche. La presenza di due antenne in una zona residenziale così ristretta è stata vista come una minaccia per la qualità della vita, scatenando una forte reazione da parte della comunità locale.
Da parte sua, Iliad aveva difeso la legittimità dell’operazione, sottolineando come l’installazione fosse stata autorizzata da tutti gli organi competenti, compresi il Comune e l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale. La società aveva ribadito che l’antenna sarebbe stata realizzata nel rispetto delle normative vigenti, conformemente a tutte le autorizzazioni ottenute.
L’annullamento
Tuttavia, il comune di Roma ha riconosciuto alcune falle nell’iter procedurale. Il dipartimento urbanistica ha ammesso che l’autorizzazione era stata concessa in maniera tacita e ha riconosciuto che non erano state seguite tutte le procedure previste dalla normativa vigente, in particolare quelle introdotte dal decreto legislativo del 2021. Tra queste, la mancata richiesta a Iliad di fornire un elenco degli impianti già esistenti nell’area, una misura che avrebbe potuto avviare una consultazione pubblica adeguata.
L’annullamento dell’autorizzazione è stato formalizzato con una determina dirigenziale, che ha sancito il successo della protesta dei residenti. Gli attivisti del comitato “No antenne a San Saba” hanno accolto con soddisfazione la decisione, ringraziando le autorità coinvolte, tra cui l’Assessore Veloccia e i consiglieri Trombetti, Bonessio e Santori, oltre al Dipartimento urbanistica di Roma. L’auspicio del comitato ora è che l’antenna non autorizzata venga rimossa quanto prima.
In aggiunta, i cittadini hanno espresso la speranza che il comune di Roma acceleri l’iter per l’approvazione di un nuovo regolamento per la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile. Questo regolamento sarà fondamentale per proteggere il patrimonio storico e architettonico della città, oltre a garantire la tutela della salute pubblica in aree densamente abitate come San Saba.