Colle Fiorito, il piano di zona bloccato dagli occupanti abusivi

Il piano di zona Colle Fiorito è bloccato dall'occupazione abusiva degli alloggi, impedendo l'inizio delle opere urbanistiche

Il piano di zona Colle Fiorito, situato tra Selva Nera e Boccea, dovrebbe finalmente vedere un punto di svolta, con Roma Capitale che ha destinato 4,5 milioni di euro per completare le opere urbanistiche nel 2024. Tuttavia, un grosso ostacolo impedisce l’inizio dei lavori: la presenza di occupanti abusivi negli alloggi assegnati e già pagati dai membri della cooperativa costruttrice, ma mai consegnati.

La situazione al piano di zona Colle Fiorito è nota da tempo. Le palazzine, situate in via Federico Filippini 52, sono state costruite dalla società ICV Srl con finanziamenti pubblici della Regione Lazio. Gli appartamenti avrebbero dovuto essere affittati a canone calmierato per poi essere venduti ai soci delle cooperative Sera Prima e Sera Seconda. Tuttavia, queste ultime hanno messo in vendita gli alloggi a prezzi superiori ai vincoli imposti, una manovra che ha creato una situazione irregolare. Molti soci hanno già versato somme consistenti, attorno ai 100mila euro, senza però mai entrare in possesso delle case.

Il problema delle occupazioni abusive

Le palazzine vuote, destinate ai soci delle cooperative, sono state occupate illegalmente, impedendo di fatto l’accesso agli alloggi per i legittimi proprietari. Le occupazioni sono gestite in maniera organizzata, con una sorta di “regolamento interno” che vieta, tra l’altro, attività come lo spaccio di droga per evitare interventi della polizia. Questa situazione rende impossibile per il Comune eseguire i sopralluoghi tecnici necessari all’avvio dei cantieri per le opere di urbanizzazione.

La situazione del Comune di Roma

Nonostante la disponibilità dei fondi e l’assegnazione delle aree ad Astral per iniziare le opere idrauliche già nell’ottobre 2024, i lavori non possono partire senza un sopralluogo tecnico. Luigi Di Luzio, del dipartimento di programmazione e attuazione urbanistica, ha dichiarato che i tecnici non possono nemmeno accedere agli edifici, rendendo inutili azioni come diffide o comunicazioni ufficiali. Anche un tentativo di accesso con l’ente Risorse per Roma è fallito, con gli operatori costretti a ritirarsi per l’ostilità degli occupanti.

La necessità di sgomberare le palazzine si fa quindi urgente per sbloccare la situazione. Le case, dopo la decadenza della convenzione urbanistica, sono state acquisite dal patrimonio di Roma Capitale, ma la presenza degli occupanti impedisce qualsiasi intervento. Come confermato dall’ultima commissione congiunta tra lavori pubblici e patrimonio, nonostante i fondi siano pronti e il cronoprogramma definito, i sopralluoghi tecnici non possono avvenire finché non si risolve il problema delle occupazioni abusive.

Il futuro del piano di zona Colle Fiorito rimane quindi incerto. I lavori di urbanizzazione, essenziali per garantire infrastrutture adeguate e servizi agli abitanti, sono bloccati dalla necessità di liberare le palazzine occupate. Senza un intervento rapido, il progetto rischia di rimanere fermo nonostante le risorse già stanziate.

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