Il Comune di Roma sta affrontando una sfida importante nell’aggiornamento delle normative relative all’inquinamento elettromagnetico. Il regolamento attuale, approvato nel 2015, è ormai obsoleto a causa dei rapidi progressi tecnologici e dei cambiamenti giuridici.
La delibera che regola l’installazione e la modifica delle antenne di telefonia mobile è rimasta per mesi all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, ma il tema è tornato in discussione in Aula Giulio Cesare nel 2024.
L’incremento dei limiti elettromagnetici ha reso urgente questa revisione. Con la spinta del governo Meloni per la diffusione della tecnologia 5G, i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici sono stati quasi triplicati, passando da 6 volt/metro a 15 volt/metro. Questo aumento ha suscitato preoccupazioni tra i cittadini e i comitati locali, in quanto il nuovo regolamento potrebbe permettere l’installazione di nuove antenne senza un adeguato controllo. I comuni sono chiamati a regolamentare questa diffusione, ma spesso si trovano a operare senza censimenti aggiornati degli impianti esistenti e senza una chiara visione delle future richieste.
Il dibattito sulla localizzazione delle antenne si è acceso, con diverse forze politiche che hanno mostrato riluttanza ad approvare emendamenti chiave. Il piano territoriale di localizzazione, proposto dal gruppo Alleanza Verdi Sinistra (AVS), è stato uno dei punti più discussi. I comitati locali, come “No all’antenna 5G in via Orti di Galba” e “No antenne a San Saba”, hanno espresso preoccupazione per il mancato inserimento di questo strumento di pianificazione nel regolamento. Senza una mappa precisa delle antenne, temono che la gestione delle installazioni rischi di diventare inefficace, lasciando spazio a fenomeni di “antenna selvaggia”.
La pianificazione dei siti sensibili
Il regolamento del 2015 prevedeva una distanza minima di 100 metri tra le antenne e luoghi come scuole, ospedali, case di riposo e aree gioco. Tuttavia, tale limite è stato messo in discussione dal Consiglio di Stato, che lo ha considerato un ostacolo all’interesse nazionale di garantire una copertura di rete efficiente. Questo significa che il nuovo regolamento dovrà trovare un equilibrio tra la necessità di proteggere i cittadini e quella di assicurare una rete di comunicazione moderna e capillare. I comitati, dal canto loro, continuano a chiedere una regolamentazione che includa una pianificazione a lungo termine delle installazioni, per evitare decisioni affrettate e mal coordinate.
La posizione del Campidoglio sarà decisiva nelle prossime settimane, quando il Consiglio Comunale dovrà esprimersi sull’approvazione finale del nuovo regolamento. Il testo, oltre a dover recepire le preoccupazioni dei cittadini, dovrà tener conto delle nuove normative nazionali e delle esigenze tecnologiche legate al 5G. Il risultato della discussione in Aula determinerà se il Comune di Roma riuscirà a gestire in modo efficiente l’espansione della rete di telefonia mobile, bilanciando i bisogni della popolazione con le richieste del progresso tecnologico.