Un recente caso giudicato dal Tribunale Federale della FIPAV ha messo in luce come il ruolo del segnapunti in una partita di pallavolo, spesso considerato marginale, possa in realtà avere un peso determinante. La società ASD La Biglia, con sede nella zona dei Colli Albani a Roma, è stata sanzionata con una multa e due squalifiche a carico dello staff per irregolarità legate al proprio segnapunti.
Le indagini condotte dalla Federazione hanno accertato che, in dieci partite di campionato, la società ha indicato come segnapunti due donne che non erano presenti alle gare e non risultavano tesserate con il club. A peggiorare la situazione, è emerso che le due donne non solo non erano affiliate alla ASD La Biglia, ma appartenevano addirittura a un’altra società sportiva. Quando sono state contattate per chiarimenti, hanno confermato di non aver mai autorizzato l’uso del loro nome nei referti ufficiali.
In otto delle partite incriminate, inoltre, l’arbitro designato era una dirigente dello stesso club, aggiungendo un ulteriore elemento di sospetto. Questo comportamento ha spinto la Federazione a prendere provvedimenti severi: la presidentessa del club è stata squalificata per trenta giorni, mentre l’arbitro-dirigente ha ricevuto una squalifica di tre mesi. Alla società è stata comminata una multa di 100 euro.
Questo episodio rappresenta un precedente giuridico importante, che probabilmente porterà le altre società a prestare maggiore attenzione nella selezione del proprio personale tecnico, soprattutto in ruoli apparentemente secondari come quello del segnapunti, che invece riveste un’importanza cruciale nella regolarità delle partite.