Un idraulico romano di 56 anni è stato ferito gravemente dal suo datore di lavoro durante una discussione sugli stipendi non pagati. La lite è degenerata in violenza quando il titolare della ditta edile ha preso un machete dalla sua cassetta degli attrezzi, colpendo l’operaio alla testa e al braccio.
L’incidente è avvenuto la sera del 18 ottobre in via Altidona, a est di Roma. Nonostante l’uomo lavorasse in nero da sei mesi, aveva un accordo con il datore di lavoro per una retribuzione mensile di 1.600 euro, mai pagata negli ultimi due mesi. Le frasi minacciose e la mancata risoluzione della questione economica hanno portato alla drammatica aggressione.
Tensione crescente e aggressione con machete
Secondo il racconto dell’operaio, il titolare inizialmente aveva dichiarato di non avere il denaro per pagarlo. Tuttavia, poco dopo ha ammesso di non voler mai più saldare quanto dovuto. La situazione è rapidamente degenerata: dopo le minacce verbali (“Ti ammazzo, non chiedermi più soldi”), il datore di lavoro è tornato alla sua auto per prendere il machete.
Colpito gravemente, l’operaio è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Tor Vergata, dove è stato stabilizzato e dichiarato fuori pericolo di vita. I carabinieri, intervenuti tempestivamente, hanno arrestato l’aggressore, ora accusato di tentato omicidio.
Tentato omicidio, arresto e conseguenze legali
L’aggressore è stato identificato e arrestato dai carabinieri della stazione di Colonna, grazie alle testimonianze raccolte sul posto. Dopo gli accertamenti e l’interrogatorio, l’uomo è stato portato a Regina Coeli. Il Gip del tribunale di Roma ha successivamente convalidato l’arresto e disposto per lui la detenzione domiciliare.