A Roma, la qualità della vita è considerata insufficiente dai suoi stessi abitanti. Questo è quanto emerge dall’indagine presentata durante l’assemblea di Confindustria Assoimobiliare, tenutasi a Palazzo Doria Pamphili. L’analisi, condotta da SWG, ha coinvolto un campione di 1.505 persone, di cui 900 residenti nelle principali città italiane, tra cui Milano, Torino e Napoli.
I cittadini romani hanno assegnato alla qualità della vita un voto medio di 5,1 su 10, segnando un ulteriore calo rispetto agli anni precedenti (5,3 nel 2020 e 5,4 nel 2022). Questo dato colloca Roma tra le città meno apprezzate in Italia, con una valutazione inferiore a quella di Napoli (5,3) e lontana dai punteggi più alti di Milano e Torino.
Milano e Torino al top della qualità della vita
Tra le grandi città italiane, Milano e Torino si distinguono per i migliori punteggi di qualità della vita, con un voto medio di 6,4 e 6,2 rispettivamente. Seguono Genova con un 5,9, Napoli con 5,3 e Roma, ultima con un 5,1 su 10. Questo divario evidenzia una differenza significativa nella percezione della qualità della vita tra il nord e il centro-sud.
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha commentato i risultati sottolineando l’importanza della rigenerazione urbana. Secondo il primo cittadino, servono circa 70.000 nuove abitazioni distribuite tra edilizia pubblica, sociale e studentati per migliorare le condizioni di vita nella Capitale.
Rigenerazione urbana come soluzione per Roma
Gualtieri ha spiegato che il progetto di rigenerazione urbana potrebbe trasformare 11 chilometri quadrati di aree degradate in spazi vivibili, generando un valore economico di 22 miliardi di euro e un beneficio sociale di 40 miliardi. Questi interventi, secondo il sindaco, sono fondamentali per ridare slancio all’economia locale e migliorare la qualità della vita per i residenti.