Nonostante campagne e iniziative contro la violenza sulle donne, il sindacato Unione Inquilini denuncia un vuoto normativo che ostacola la concreta protezione di donne vittime di abusi e in precarietà abitativa. La legge regionale n.1 del 2020, che prevede alloggi Ater per donne vittime di violenza e in difficoltà economica, resta inapplicata a causa della mancata approvazione del regolamento necessario.
La normativa bloccata
Il comma 136 dell’articolo 22 della legge regionale n.1 del 2020, rafforzato dalla deliberazione 204 del 2020, stabilisce che le Ater individuino unità abitative da destinare a donne vittime di violenza e ai loro figli, in condizioni di disagio economico. Uno strumento nato in risposta alle difficoltà aggravate dalla pandemia, che tuttavia resta solo su carta per l’assenza del regolamento attuativo da parte della Regione Lazio.
Walter De Cesaris, coordinatore regionale di Unione Inquilini, ha scritto al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e agli assessori competenti, chiedendo di sbloccare la situazione e rendere operativo uno strumento indispensabile per la tutela delle donne in situazioni di fragilità.
Situazioni drammatiche tra Ostia e Fiumicino
In aree come Ostia e Fiumicino, il sindacato segue numerosi casi di donne sole, vittime di violenza, che vivono in condizioni di precarietà abitativa e spesso sotto sfratto. Secondo Emanuela Isopo, responsabile di Unione Inquilini per Roma Sud, alcune donne rischiano di essere buttate in strada, accumulando abbandono ed emarginazione alla drammatica esperienza della violenza subita.
“Se le dichiarazioni e gli impegni rimangono sulla carta, la sfiducia nelle istituzioni cresce”, ha sottolineato De Cesaris, evidenziando come l’inerzia normativa possa aggravare situazioni già estremamente delicate.