Protesta in Campidoglio: “Casal Selce non si tocca, NO al Biodigestore”

Manifestazione in Campidoglio contro biodigestore, termovalorizzatore e altri progetti controversi. Al centro anche l’emergenza abitativa e gli affitti brevi

Piazza del Campidoglio

Centinaia di manifestanti si sono riuniti ieri in piazza del Campidoglio per esprimere il proprio dissenso verso diverse grandi opere e questioni sociali che stanno modellando il futuro di Roma. Nel mirino, progetti come il biodigestore di Casal Selce, il termovalorizzatore di Santa Palomba, il nuovo Stadio della Roma e il porto crocieristico di Fiumicino.

Accanto ai comitati ambientali e ai sindacati, gli studenti e il ‘Movimento diritto all’abitare’ hanno portato al centro dell’attenzione il tema della crisi abitativa che affligge la Capitale. “No Giubileo” è stato uno dei principali slogan, contestando un modello urbano definito “da città vetrina”, interamente dedicato a grandi eventi e opere infrastrutturali.

L’emergenza affitti e il rischio sfratti

Margherita Grazioli, rappresentante degli attivisti per le case, ha denunciato la gravità della situazione abitativa a Roma. “È sempre più difficile trovare un posto letto sotto i 700 euro al mese,” ha spiegato, aggiungendo che i provvedimenti di sfratto in esecuzione stanno raggiungendo numeri preoccupanti.

Secondo Grazioli, il problema è aggravato dalla crescente diffusione degli affitti brevi, incentivati in vista del Giubileo. Questo fenomeno sta sottraendo alloggi dal mercato a lungo termine, rendendo la situazione insostenibile per molti cittadini. La portavoce ha anche ricordato l’appello di Papa Francesco per il blocco degli sfratti durante l’anno giubilare, chiedendo al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, di impegnarsi attivamente per attuarlo nel suo ruolo di commissario straordinario per il Giubileo. Tuttavia, ha concluso con amarezza che “ancora questo blocco non è in vista.”

Progetti controversi e impatti sociali

Tra i temi caldi affrontati durante la protesta, spicca anche l’opposizione al termovalorizzatore di Santa Palomba e al biodigestore di Casal Selce. Entrambi sono considerati dai manifestanti interventi ad alto impatto ambientale e inadatti alle esigenze della città. Allo stesso modo, il nuovo Stadio della Roma e il porto crocieristico di Fiumicino sono visti come opere simbolo di un modello urbanistico che, secondo i comitati, privilegia interessi privati e grandi investimenti, a scapito delle esigenze reali dei cittadini.

Unità tra i diversi movimenti

La manifestazione ha visto una convergenza di voci diverse, tra cui quelle degli studenti, che hanno denunciato il crescente divario tra le risorse dedicate ai grandi progetti e quelle destinate a servizi essenziali come istruzione e trasporti. Questa unità tra movimenti civici, sindacati e giovani rappresenta un segnale chiaro per l’amministrazione: i cittadini chiedono un modello di sviluppo che metta al centro il benessere della collettività, non solo l’immagine della città.

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