Il tradizionale concerto di Capodanno al Circo Massimo sembra sempre più a rischio. Dopo le polemiche seguite alla decisione di escludere Tony Effe per i testi ritenuti divisivi, prima Mahmood e poi Mara Sattei hanno declinato l’invito, lasciando l’amministrazione di Roberto Gualtieri sotto il fuoco incrociato di critiche e accuse di censura.
Le accuse di censura scuotono il Campidoglio
Il pomeriggio del 18 dicembre ha segnato un momento di crisi per la Giunta capitolina. La scelta di allontanare Tony Effe per i suoi testi, giudicati offensivi nei confronti delle donne, ha scatenato una reazione unanime dal mondo della musica. Artisti e fan hanno utilizzato i social per accusare il sindaco e la sua amministrazione di censura, un termine respinto con forza da Gualtieri: “Roma Capitale non censura nessuno. La nostra città è aperta e libera, amante dell’arte e della musica in tutte le sue forme”.
Il sindaco ha inoltre ricordato che Tony Effe si è già esibito a Roma in passato e che potrebbe farlo nuovamente in futuro, ma ha difeso la scelta di tutelare valori fondamentali come il rispetto per le donne. “Il Concerto di Capodanno deve unire, non dividere la città”, ha concluso Gualtieri, lasciando intravedere la possibilità concreta che il concertone quest’anno possa saltare.
La corsa contro il tempo: chi suonerà?
Con il ritiro di Mahmood e Mara Sattei, Campidoglio e organizzatori si trovano in una situazione complessa. L’idea di un concerto con più artisti appare impraticabile: la solidarietà espressa a Tony Effe e la difficoltà di trovare artisti disposti a esibirsi in così poco tempo complicano ulteriormente la ricerca.
Un’alternativa potrebbe essere coinvolgere un grande artista legato a Roma, che accetti di salire sul palco per omaggiare la città eterna. Tuttavia, le agende già piene e i tempi tecnici per organizzare un evento di tale portata non lasciano molto spazio all’ottimismo.
Un Capodanno senza concertone?
Mentre i romani si chiedono ironicamente “Ma chi suonerà a Capodanno?”, il rischio di un 31 dicembre senza il tradizionale spettacolo musicale al Circo Massimo diventa sempre più concreto. Questa eventualità rappresenterebbe un duro colpo per l’immagine della Capitale, da sempre teatro di eventi culturali e artistici di rilievo.