Suicidio a Regina Coeli: è il quarto in dieci giorni

Tragedia a Regina Coeli: un detenuto di 25 anni si toglie la vita. Sovraffollamento e carenze strutturali riaccendono il dibattito sulle condizioni dei penitenziari italiani

Carcere

Un tragico episodio ha colpito ieri sera il carcere romano di Regina Coeli, dove un detenuto di 25 anni, di nazionalità romena, si è tolto la vita impiccandosi nel bagno della sua cella. Il giovane, recluso nella seconda sezione, è stato trovato senza vita alle 22:30, sollevando allarme e indignazione per le condizioni dei penitenziari italiani.

Sovraffollamento e carenze strutturali

Regina Coeli, come molti istituti penitenziari italiani, soffre di un grave problema di sovraffollamento e carenza di personale. La struttura, progettata per ospitare 566 detenuti, ne accoglie oltre 1.050, con un tasso di affollamento del 186%. Questa situazione rende estremamente difficile garantire la sicurezza e il benessere dei detenuti e del personale.

Massimo Costantino, segretario del sindacato Fns Cisl, ha sottolineato la pressione insostenibile sulla polizia penitenziaria, che opera con 133 unità in meno rispetto all’organico previsto. Questa mancanza di risorse umane e strutturali contribuisce al clima di stress e tensione che permea le carceri italiane.

Un dramma nazionale: quattro suicidi in dieci giorni

Il caso di Regina Coeli non è isolato. Stefano Anastasia, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, ha dichiarato che il suicidio del 25enne è il quarto registrato in Italia nei primi dieci giorni del 2025. La situazione penitenziaria italiana presenta un tasso di affollamento medio del 132,5%, che nella regione Lazio sale al 146%.

Reazioni e appelli alla riforma

Ilaria Cucchi, senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra, ha espresso profonda indignazione, definendo la situazione carceraria “indegna e intollerabile per un paese civile”. In una nota, ha chiesto interventi urgenti per garantire il benessere psicologico dei detenuti e del personale, sottolineando che la dignità umana deve essere una priorità assoluta.
“Il silenzio istituzionale non può essere la risposta,” ha aggiunto, sollecitando misure concrete per fermare quella che ha definito una vera e propria mattanza.

Un sistema al limite del collasso

Il suicidio nel carcere di Regina Coeli riporta drammaticamente al centro del dibattito le carenze del sistema penitenziario italiano. Condizioni di sovraffollamento, mancanza di personale e difficoltà a fornire adeguato supporto psicologico ai detenuti evidenziano la necessità di una riforma strutturale e di un maggiore impegno da parte delle istituzioni.

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