A poco più di due anni dall’approvazione di una mozione proposta da Roma Futura, il cambio delle targhe e delle diciture delle cosiddette “strade colonialiste” è diventato realtà. La giunta capitolina ha approvato a novembre una delibera a firma dell’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, che dà il via alla revisione della toponomastica legata all’epoca coloniale italiana. La commissione toponomastica di Roma Capitale si occuperà ora di tradurre le linee guida in interventi concreti.
Un addio simbolico al colonialismo
Il dibattito su strade, statue e monumenti che richiamano la storia coloniale italiana non è nuovo. Già nel 2022 un gruppo di intellettuali e attivisti aveva lanciato un appello affinché Roma prendesse posizione su questi simboli, considerati ormai anacronistici e inopportuni. Come sottolineato da alcuni promotori del cambiamento, “non si può più guardare in modo innocente e acritico a statue, vie o monumenti che celebrano un passato intriso di colonialismo”.
La mozione del 2020 e l’intitolazione della fermata “Giorgio Marincola”
La svolta iniziale era già arrivata nel 2020, quando il consiglio comunale approvò una mozione per evitare che una fermata della metro C fosse intitolata all’Amba Aradam, luogo simbolo del massacro di migliaia di etiopi durante la guerra coloniale italiana, con l’uso di gas tossici. La fermata fu invece dedicata a Giorgio Marincola, partigiano nato in Somalia e legato al Partito d’Azione.
La delibera di Smeriglio e il quartiere Africano
L’attenzione della nuova delibera si concentra in particolare sul quartiere Africano, dove molte strade e piazze richiamano l’ex impero coloniale italiano. Per esempio, viale Eritrea non sarà più descritto come “Stato dell’Africa dato sin dal 1890 agli antichi possedimenti italiani nel Mar Rosso”, ma semplicemente come “Stato dell’Africa orientale”. Anche via Tripoli vedrà una modifica della dicitura, passando da “Regione della Libia, a ricordo del celebre assedio e conquista compiuta dalle navi italiane nel 1911” a “Capitale della Libia”.
Modifiche più leggere e mirate per altre strade
In molti casi, le modifiche riguarderanno l’eliminazione di riferimenti esplicitamente celebrativi del colonialismo, mantenendo invece una descrizione neutrale dei luoghi. Questo sarà il caso di strade come via Chisimaio, via Zanzur, via Giarabub e via Senafè.
Cambiamenti in altri quartieri
La delibera interessa anche altre zone della città. A Casal Bertone, per esempio, piazza Vittorio Dabormida non sarà più descritta come dedicata a un “eroe della guerra coloniale”, ma come “generale dell’esercito italiano durante la guerra di espansione coloniale”. Modifiche simili interesseranno altre targhe, come quelle dedicate a Giuseppe Arimondi (zona Prenestina) e Umberto Partini (Portonaccio).