La riorganizzazione del commercio ambulante a Roma entrerà pienamente in vigore entro la fine della consiliatura, nel 2026, con l’obiettivo di ridisegnare la collocazione dei banchi su tutto il territorio cittadino. Il nuovo “piano del commercio di Roma”, avviato nel 2023 e sviluppato in collaborazione con i municipi, rappresenta una vera e propria rivoluzione che, tuttavia, rischia di essere rallentata dai numerosi ricorsi previsti da parte degli ambulanti.
La riassegnazione delle postazioni avverrà sulla base di una ricognizione svolta negli ultimi mesi, che ha permesso di individuare le postazioni esistenti e di verificare il rispetto delle normative comunali e del codice della strada. Tuttavia, l’amministrazione capitolina dovrà affrontare sfide significative, soprattutto nei municipi centrali, dove vincoli storico-artistici e ambientali complicano la riorganizzazione degli spazi.
Le criticità nei municipi storici e periferici
Nel corso dell’ultima seduta della Commissione Commercio, presieduta da Andrea Alemanni, è emerso come la gestione del commercio su suolo pubblico negli ultimi decenni sia stata caratterizzata da una scarsa pianificazione. Licenze assegnate in modo permanente e spostamenti non regolamentati hanno creato una situazione caotica, con postazioni spesso non censite.
Particolarmente complessa è la situazione nel I municipio, che comprende il centro storico di Roma. Vincoli monumentali e la necessità di proteggere il patrimonio culturale rendono difficile trovare soluzioni adeguate per gli ambulanti. Analogamente, nel II municipio, la presenza di numerosi viali alberati comporta problemi di sicurezza e richiede il parere del dipartimento ambiente. Anche il VII municipio presenta criticità legate alla presenza di mercati su strada non ben regolamentati, che necessitano di un’urgente riorganizzazione.
Le tempistiche e le sfide burocratiche
A maggio 2024, con una memoria di giunta, l’amministrazione Gualtieri ha dato il via libera al bando per l’assegnazione di 18.000 concessioni e il rinnovo di 12.000 licenze di vendita, con l’obiettivo di concludere il processo entro la fine del 2025. Tuttavia, il presidente Alemanni e l’assessora al Commercio Monica Lucarelli hanno chiarito che i tempi si allungheranno a causa dei ricorsi amministrativi attesi.
La complessità del processo di riorganizzazione coinvolge diversi enti, tra cui la Sovrintendenza, il dipartimento ambiente, la mobilità e la polizia locale, rendendo realistico il completamento del piano entro la fine della consiliatura, ovvero nel secondo semestre del 2026.
I cittadini romani, quindi, dovranno attendere ancora due anni per vedere realizzata la nuova mappa del commercio ambulante, in un percorso che punta a regolamentare definitivamente una situazione da tempo fuori controllo.