Gli esami condotti dalla Asl sul dolce che ha provocato la morte di una turista inglese di 14 anni hanno rivelato la presenza di tracce di arachidi e pistacchi, non dichiarate sull’etichetta del prodotto. La tragedia è avvenuta lo scorso ottobre in un ristorante del quartiere Gianicolense, dove la giovane ha consumato un baklava senza essere a conoscenza della presenza degli allergeni letali per lei.
Secondo le prime ricostruzioni, la famiglia della vittima aveva informato il personale del ristorante dell’allergia della ragazza, ma l’assenza di indicazioni sugli ingredienti ha portato a un fatale shock anafilattico, che si è rivelato letale nonostante il tempestivo trasporto all’ospedale San Camillo, dove la giovane è deceduta poco dopo l’arrivo.
Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, vedono al momento due indagati per omicidio colposo, il gestore del locale e il rappresentante legale, padre e figlio. Tuttavia, i risultati degli esami ordinati dalla Procura potrebbero aprire nuovi scenari. L’avvocato della difesa, Fabrizio Petrarchini, ha commentato: “Se il dolce nasce e viene venduto così, senza le dovute indicazioni sugli allergeni, la responsabilità dei miei assistiti viene meno.”
Nel frattempo, le autorità hanno adottato le prime misure preventive, disponendo il ritiro del prodotto dal commercio e la sospensione delle attività dell’azienda fornitrice, situata alle porte di Roma. Gli inquirenti attendono ora l’esito dell’autopsia per chiarire ulteriormente le cause della morte e accertare eventuali responsabilità lungo tutta la filiera di produzione e distribuzione del dolce.