Un’operazione contro lo spaccio di droga sul litorale nord di Roma ha portato all’arresto di cinque persone a Santa Marinella. La rete criminale, smantellata dai carabinieri di Civitavecchia, si occupava principalmente di smerciare cocaina e ricorreva a ritorsioni contro i clienti insolventi. L’indagine, denominata Tattoo, ha accertato episodi di estorsione e rapina aggravata.
Tra gli arrestati figura un 48enne già noto alle forze dell’ordine, coinvolto in un omicidio nel 2008 e posto ai domiciliari prima del blitz. Considerato un esponente di rilievo nel contesto criminale, avrebbe avuto un ruolo centrale nelle dinamiche estorsive.
accuse contro gli arrestati
I cinque indagati sono accusati, a vario titolo, di spaccio di droga, estorsione in concorso e rapina aggravata. Le vittime, clienti insolventi con debiti fino a 4mila euro, sarebbero state minacciate per ottenere il pagamento delle dosi ricevute.
In un caso, uno dei debitori è stato costretto a cedere beni di valore, tra cui una catenina d’oro, dopo essere stato intimidito dai malviventi. L’operazione ha permesso di raccogliere elementi decisivi per ricostruire i metodi violenti utilizzati dalla banda.
Il blitz dei carabinieri
Il blitz, condotto dai carabinieri della compagnia di Civitavecchia, è scattato nella mattina del 25 gennaio. Tre degli arrestati sono stati trasferiti in carcere, mentre due sono agli arresti domiciliari. Gli investigatori hanno definito l’operazione come “un passo importante nella lotta contro la criminalità e il traffico di stupefacenti”.
La rete di pusher operava principalmente a Santa Marinella, ma l’impatto delle loro attività si estendeva anche alle zone limitrofe. Le indagini hanno messo in luce la gravità delle pratiche estorsive e la pericolosità del gruppo criminale.