Un bambino di 4 anni, affetto da una rara condizione del fegato non trattabile chirurgicamente, è stato sottoposto con successo a una procedura innovativa di radiologia interventistica. L’intervento è stato realizzato dagli specialisti dell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo e del Bambino Gesù di Roma. Ora il piccolo sta bene ed è stato dimesso pochi giorni dopo l’operazione.
La procedura ha permesso di trattare l’ipertensione portale severa del bambino, causata da una trombosi neonatale della vena porta che aveva sviluppato un cavernoma portale, una condizione che può portare a gravi emorragie digestive. L’intervento, denominato ricanalizzazione portale percutanea, è una tecnica mini-invasiva che consente di riaprire la vena ostruita, ripristinando il flusso sanguigno al fegato.
Tecnica innovativa per casi non operabili
Come spiegato dal dottor Paolo Marra, responsabile della Radiologia interventistica a Bergamo, questa tecnica è comunemente usata nei pazienti pediatrici sottoposti a trapianto di fegato, ma viene applicata in casi non operabili solo in centri specializzati. “Abbiamo già trattato con successo dieci bambini, dimostrando che questa tecnica può rappresentare un’alternativa sicura ed efficace alla chirurgia,” ha dichiarato Marra.
Secondo gli studi preliminari, circa il 45% dei bambini non operabili chirurgicamente potrebbe beneficiare di questa procedura. La collaborazione tra Bergamo e Roma punta ad estendere la tecnica a più pazienti, migliorando le possibilità terapeutiche e riducendo i costi per il sistema sanitario.
Precedenti e collaborazione tra gli ospedali
Il programma congiunto tra l’ospedale Giovanni XXIII e il Bambino Gesù ha già prodotto risultati significativi, come il recente trattamento di una bambina di 8 anni. Il dottor Gian Luigi Natali, direttore della Radiologia diagnostica e interventistica del Bambino Gesù, ha sottolineato l’importanza dell’approccio multidisciplinare: “Gli interventi mini-invasivi rappresentano una realtà consolidata in campo pediatrico e offrono nuove speranze a pazienti un tempo senza alternative.”
L’importanza della rete medica
La collaborazione tra i due centri, riconosciuti a livello europeo per i trapianti pediatrici, è un modello per la sanità italiana. “Quando competenze e conoscenze si uniscono, il paziente è sempre il vero beneficiario,” ha dichiarato Francesco Locati, direttore del Giovanni XXIII.
Tiziano Onesti, presidente del Bambino Gesù, ha aggiunto: “Offrire nuove possibilità terapeutiche è il nostro obiettivo primario e il risultato che ripaga ogni sforzo clinico e di ricerca.”