Roma dichiara guerra alle key box: rimosse le prime cassette nel centro storico

Operazione della polizia locale per sicurezza e decoro urbano. Sanzioni fino a 400 euro per i responsabili

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È partita da rione Monti l’operazione di rimozione delle key box, le cassette di sicurezza utilizzate per il check-in automatizzato nelle strutture ricettive extra-alberghiere. Un fenomeno che, oltre a sollevare problemi di sicurezza legati alla mancata identificazione dei turisti, compromette anche il decoro urbano della città. L’intervento, organizzato dall’amministrazione capitolina dopo una circolare del Viminale, ha visto in azione 15 vigili urbani e una squadra di operatori armati di cesoie per tagliare i dispositivi installati su suolo pubblico.

Un fenomeno fuori controllo

Nel giro di un’ora, solo tra via Leonina e via De’ Ciancaleoni, sono state rimosse una decina di key box, mentre altrettante sono state individuate e sanzionate. Gli amministratori dei condomini che ospitano questi dispositivi saranno multati con una sanzione di 400 euro se le cassette si trovano su spazi pubblici. Per quelle installate su aree private ma prospicienti la strada, la polizia locale sanzionerà gli amministratori condominiali.

La repressione del fenomeno durerà almeno un mese, con l’obiettivo di creare un deterrente e spingere i gestori delle strutture extra-alberghiere a rinunciare all’uso di questi dispositivi. “Questi lucchetti elettronici contribuiscono al degrado della città e alla scarsa qualità del servizio turistico”, ha spiegato l’assessore al Turismo Alessandro Onorato. Inoltre, secondo la presidente del Municipio I Lorenza Bonaccorsi, la mancanza di interazione tra i turisti e i gestori favorisce problemi di gestione dei rifiuti, con valigie di spazzatura abbandonate davanti ai portoni.

Una task force per ripulire la città

L’iniziativa si estenderà progressivamente a Trastevere, Testaccio, Prati, Esquilino e altre zone tutelate dalla Carta della Qualità o riconosciute come patrimonio UNESCO. “Abbiamo già un dossier con le key box individuate, ma sappiamo che il numero crescerà con le segnalazioni dei cittadini”, ha dichiarato Onorato, invitando i romani a denunciare la presenza dei dispositivi a un indirizzo email dedicato. L’obiettivo è rimuovere circa 200 key box al giorno e restituire decoro ai quartieri storici di Roma.

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