Schola Praeconum: riaperta al pubblico la sede degli araldi di Roma

Dopo un importante restauro, la Schola Praeconum sul Palatino torna visitabile, svelando affreschi e mosaici unici

Circo Massimo, Gilmour

La Schola Praeconum, sede degli antichi araldi pubblici di Roma, è nuovamente accessibile dopo un complesso intervento archeologico e scientifico. Situata sulla terrazza meridionale del Palatino, questa struttura storica era il punto di riferimento per i praecones, i banditori incaricati di annunciare cerimonie e processioni religiose. Il sito conserva un raro mosaico pavimentale in bianco e nero, che raffigura gli araldi in azione, e preziosi affreschi.

Grazie a un finanziamento di 500mila euro nell’ambito del Pnrr Caput Mundi, i lavori di restauro hanno permesso di migliorare l’accessibilità con una nuova rampa, una vetrata per la protezione del mosaico e un sistema di illuminazione avanzato. Inoltre, è stata installata una mappa tattile per favorire la fruizione da parte di tutti i visitatori.

Un viaggio nella storia della Schola

L’edificio, risalente agli inizi del III secolo d.C., fu realizzato sotto la dinastia dei Severi per collegare il Paedagogium, scuola dei giovani destinati all’amministrazione imperiale, al Circo Massimo. Nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche, in particolare sotto l’imperatore Massenzio, che nel IV secolo d.C. ne ristrutturò il pavimento. La presenza di un’abside e di una figura femminile con un bambino suggerisce anche una possibile funzione religiosa legata alla vicina chiesa di Sant’Anastasia.

La Schola Praeconum fu scoperta alla fine del XIX secolo, quando venne rinvenuta la sala ipogea. Successivamente, negli anni Trenta del XX secolo, gli scavi permisero di definire meglio la planimetria dell’edificio, composto da tre ambienti principali coperti a volta, affacciati su un cortile porticato. Fu in questa fase che emerse il mosaico con la raffigurazione del collegio degli araldi, un’opera musiva unica nel panorama artistico romano.

Un restauro per il futuro

Negli anni Settanta, la British School of Rome e la Soprintendenza Archeologica di Roma condussero ulteriori studi sulla struttura, ma solo oggi, grazie ai fondi del Pnrr, è stato possibile completare un intervento di recupero che restituisce la Schola alla città. Il sito è ora visitabile con percorsi didattici ogni domenica e lunedì, offrendo un’esperienza immersiva nella storia della Roma imperiale.

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