Scontro sindacale acceso all’interno di Atac e Cotral, dove la contrapposizione tra sindacati di base e confederali si fa sempre più evidente. Da un lato, le sigle autonome chiedono maggiore rappresentatività e nuove elezioni delle Rsu, dall’altro i sindacati storici vengono accusati di aver bloccato i processi aziendali. Il confronto, ormai aperto, si consuma tra i dipendenti, negli uffici e nei depositi delle due aziende.
Le Rsu, ovvero le rappresentanze sindacali unitarie, sono l’organismo interno eletto dai lavoratori, con il compito di rappresentarli nei tavoli di contrattazione con i vertici aziendali. Tuttavia, secondo le sigle di base, le attuali Rsu di Atac e Cotral avrebbero perso da anni ogni legittimità, essendo decadute da oltre sette anni e mai rinnovate con regolari elezioni. Questo stallo ha alimentato il malcontento e innescato la battaglia tra le diverse sigle.
Nuove elezioni e la richiesta di rappresentatività
Faisa Cisal, Fast Confsal, Usb LP e Orsa Tpl hanno denunciato in modo chiaro e diretto la situazione di stallo che interessa la rappresentanza sindacale in Atac e Cotral. In una nota congiunta, hanno parlato di processi aziendali bloccati rispettivamente dal 2015 e dal 2017, imputando la responsabilità ai sindacati confederali. Secondo le sigle autonome, le maggiori organizzazioni sindacali avrebbero perso di vista gli interessi reali dei lavoratori, anteponendo la propria autoreferenzialità alle esigenze di chi opera ogni giorno sul campo.
La questione della rappresentanza è cruciale, specie in vista delle prossime discussioni sulle indennità legate alle presenze. I sindacati di base chiedono che indennità come Era1 ed Era2 per Atac e Asa 2/17 per Cotral diventino parte fissa della retribuzione. Una battaglia che vede le sigle autonome in prima linea per difendere i diritti economici dei dipendenti.
Scontro sindacati Atac e Cotral, nasce il comitato elettorale
La tensione ha portato alla costituzione, lo scorso 25 febbraio, di un comitato elettorale presso la sede di via Gaetano Mario Columba, con l’obiettivo di avviare finalmente le nuove elezioni delle Rsu. La raccolta firme necessaria prevede il supporto di almeno il 50%+1 dei dipendenti delle due aziende, passaggio indispensabile per legittimare la richiesta di rinnovo delle rappresentanze.
Oltre alla volontà di garantire maggiore democrazia sindacale, la raccolta firme diventa anche un’occasione per misurare il reale peso delle diverse sigle, stabilendo chi gode di maggiore fiducia tra i lavoratori. In questo clima di scontro, la partita delle Rsu si trasforma in una vera prova di forza tra sindacati di base e confederali, con possibili ripercussioni sull’intero assetto contrattuale e sulle future trattative aziendali.