La morte di Angela e Amelia Grammieri, le due sorelle di 93 e 87 anni trovate senza vita il 20 gennaio scorso in un appartamento di via Dardanelli, nel quartiere Prati a Roma, è stata causata da una intossicazione da monossido di carbonio. Gli esami tossicologici eseguiti dai medici del Policlinico Gemelli hanno confermato l’ipotesi dell’incidente domestico, escludendo segni di violenza o ferite sui corpi.
L’ipotesi dell’incidente domestico
Secondo le ricostruzioni, il gas letale potrebbe essere fuoriuscito dall’impianto di riscaldamento autonomo, cogliendo di sorpresa le due donne. Angela, probabilmente la prima a sentirsi male, è stata trovata sdraiata nel letto, mentre Amelia era distesa a terra vicino alla porta, forse nel tentativo disperato di chiedere aiuto. Il decesso, però, risalirebbe a dicembre, ben prima del ritrovamento dei corpi.
L’appartamento è stato trovato in ordine e senza segni di effrazione, elementi che hanno rafforzato la pista dell’incidente. Tuttavia, inizialmente gli investigatori non avevano escluso altre ipotesi, a causa di alcuni dettagli sospetti: tra questi, il ritrovamento di un appunto che farebbe riferimento a un testamento olografo e la presenza di un conto corrente con circa un milione di euro.
Aperta un’inchiesta per omicidio colposo
Ora le indagini si concentrano sulla verifica del funzionamento della caldaia. La Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, per accertare eventuali responsabilità nella manutenzione dell’impianto di riscaldamento e stabilire se l’intossicazione fosse evitabile