Papa Francesco ricoverato al policlinico Gemelli dal 14 febbraio, continua il suo percorso di cura per una polmonite bilaterale. Dopo una notte trascorsa in modo tranquillo, il Santo Padre sta proseguendo il suo riposo, come confermato dalla sala stampa della Santa Sede nella mattinata di martedì 4 marzo. Le condizioni del Pontefice, pur delicate, sono seguite con attenzione dai medici, che continuano a monitorarlo costantemente.
Il bollettino diffuso oggi non aggiunge ulteriori dettagli rispetto a quanto comunicato nelle ore precedenti, ma è emerso che la giornata di lunedì è stata particolarmente complessa per il Papa. Nel pomeriggio, infatti, si sono verificati due episodi di insufficienza respiratoria acuta, causati da un importante accumulo di muco nei bronchi e da un conseguente broncospasmo. Per affrontare la situazione, i sanitari hanno eseguito due broncoscopie per aspirare le secrezioni, ripristinando poi la ventilazione meccanica non invasiva. Nonostante le difficoltà, Papa Francesco è rimasto vigile, lucido e collaborativo con il personale medico.
Preghiere e vicinanza dei fedeli
La degenza del Papa al Gemelli ha suscitato una profonda ondata di affetto e vicinanza da parte dei fedeli. Davanti alla statua di Giovanni Paolo II, collocata all’interno del policlinico, sono tanti i romani e i pellegrini che si fermano a pregare per il Pontefice. Tra loro Elena, un’impiegata, che ha voluto condividere il suo pensiero: “So che il papa è ricoverato e quindi un pensiero va a lui. Bello vedere tutti questi altri pensieri che ci sono per il Papa e speriamo che tutto vada al meglio”.
Anche Antonio, commerciante, ha espresso la sua speranza: “È un padre. Speriamo si rimetta presto, comunque sia è una persona anziana, sta dando tanto, sta dando tanto alla Chiesa, speriamo si rimetta al più presto possibile”. Testimonianze che raccontano l’affetto sincero e la gratitudine di tanti verso un Papa che, nonostante le difficoltà fisiche, continua a essere un punto di riferimento per la comunità cristiana.
Papa Francesco ricoverato, Paglia: “La voce più forte”
Anche dal mondo ecclesiastico non mancano i messaggi di stima e sostegno. Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha voluto sottolineare l’importanza della figura di Papa Francesco anche in questo momento di fragilità: “Il Papa resta davvero – anche in questo momento di fragilità – la voce più forte, più solida, perché tutti possiamo intraprendere la salvezza dell’umano”.
Monsignor Paglia ha poi aggiunto: “Spetta a noi lavorare alla costruzione di un’arca comune con tutti dentro: un nucleo ordinato secondo la parola di Dio che Noè ha ascoltato attentamente per realizzare il suo artefatto, in modo da custodire la logica della creazione realizzando il proprio percorso grazie alla capacità di stare a galla nel mare che sommerge ogni altra realtà. In questo modo, l’arca diventa simbolo di uno spazio in cui il progetto di vita di Dio può navigare, attraverso la morte e la distruzione, verso un nuovo inizio”.