La discoteca Qube, storico punto di riferimento della movida romana, è stata sequestrata dalla polizia sabato scorso, nel corso di un blitz scattato durante un evento di carnevale. Gli agenti della divisione amministrativa della questura di Roma hanno apposto i sigilli al locale di via di Portonaccio, dopo aver riscontrato una serie di irregolarità gravi legate alla capienza e alla sicurezza interna. Il provvedimento di sequestro preventivo, confermato da fonti investigative, è ora in attesa della convalida da parte dell’autorità giudiziaria.
La serata, che doveva essere una normale festa in maschera, si è trasformata in un intervento di controllo approfondito, che ha portato alla luce criticità strutturali e gestionali all’interno della discoteca. Il numero di avventori presenti al momento dell’ispezione superava di gran lunga i limiti stabiliti dalla capienza autorizzata. A questo si aggiunge la realizzazione di modifiche non autorizzate rispetto alla planimetria depositata, configurando di fatto abusi edilizi. Ulteriore elemento di preoccupazione per gli agenti è stata la mancata accessibilità di alcune uscite di emergenza, un aspetto che ha ulteriormente aggravato il quadro complessivo.
Una storia di controlli e chiusure già dal 2019
Per la discoteca Qube non si tratta della prima chiusura. Nel febbraio 2019, l’allora questore di Roma, Guido Marino, firmò un provvedimento di chiusura per 15 giorni. La decisione fu presa dopo un grave episodio di violenza: la notte del 27 gennaio 2019, due fratelli di Tor Bella Monaca, esclusi all’ingresso del locale, investirono due buttafuori con l’auto nel tentativo di vendicarsi.
Quell’episodio portò alla luce un contesto già segnato da episodi violenti e problematiche di gestione della sicurezza. Già in passato, nel 2015, il Qube era stato teatro di colpi di pistola esplosi all’esterno contro gli addetti alla sicurezza. Anche in quel caso, la causa scatenante fu il rifiuto di far entrare un giovane, che reagì con violenza.
Sequestrata discoteca Qube, escalation di tensioni e irregolarità
L’escalation di tensioni, unita alle reiterate irregolarità strutturali e gestionali, ha contribuito a consolidare l’immagine del Qube come una delle realtà più attenzionate dalle forze dell’ordine nella capitale. Il sequestro preventivo di sabato scorso rappresenta l’ennesimo capitolo di una lunga storia di problemi di sicurezza e gestione.
La questura di Roma ha ribadito la necessità di garantire il rispetto delle normative in materia di pubblica sicurezza e tutela degli avventori, sottolineando come controlli simili proseguiranno anche nei confronti di altre discoteche e locali notturni. Il futuro del Qube, intanto, resta sospeso in attesa delle decisioni della magistratura e dell’eventuale convalida del sequestro.