Il clima all’interno del liceo scientifico A. Righi di Roma si è fatto sempre più teso, fino a degenerare in un gesto estremo e inaccettabile: nella notte tra il 4 e il 5 aprile è comparsa una scritta intimidatoria rivolta alla dirigente scolastica Giulia Orsini, che recita “Orsini nelle Foibe”. Un atto grave, denunciato dalla stessa preside, che ha sottolineato come il liceo sia diventato un ambiente fortemente ideologizzato.
Tensioni esplose dopo le proteste del 3 aprile
L’episodio arriva all’indomani di una doppia protesta andata in scena lo scorso 3 aprile nelle due sedi del liceo, in via Campania e via Boncompagni. Nella sede centrale, un corteo non autorizzato è partito per contestare le modalità e le tempistiche decise per i recuperi dei debiti scolastici, stabilite dalla dirigente. Il corteo ha portato alla sospensione delle lezioni, mentre gli studenti si sono riuniti in assemblea nell’aula magna, occupandola di fatto per diverse ore.
La lettera della preside e la replica dei genitori
In risposta agli eventi, la preside Orsini ha scritto una lettera aperta indirizzata a studenti, docenti e genitori, parlando di momenti di forte tensione: “Abbiamo avuto paura”, ha dichiarato, denunciando urla, slogan e studenti che battevano sulle porte degli uffici della dirigenza. Nella stessa lettera ha minacciato provvedimenti disciplinari, tra cui lavori socialmente utili, per i responsabili delle proteste.
Una presa di posizione che ha scatenato la reazione dei genitori degli studenti, i quali hanno risposto con una dura lettera in cui hanno definito “offensive” e inadeguate le proposte della preside. “Le parole non sono mai neutre – si legge nel testo – e l’idea di rieducazione attraverso punizioni collettive appare lontana da ogni approccio educativo costruttivo”.
Una frattura profonda all’interno della comunità scolastica
La vicenda ha riportato alla luce precedenti tensioni, come la protesta pro Palestina dello scorso ottobre, per cui il collettivo Ludus Righi aveva organizzato uno sciopero contro la gestione della dirigente. Anche in quell’occasione, Orsini aveva inviato una lettera annunciando possibili sanzioni per comportamenti che ostacolassero le attività scolastiche.
Nel suo ultimo intervento all’Adnkronos, la preside ha ribadito di non temere per la sua sicurezza, pur denunciando un clima difficile: “Questo istituto è troppo politicizzato, e i ragazzi fanno politica tra i banchi, col beneplacito dei genitori”. Ha infine chiarito che il calendario dei recuperi, al centro delle recenti tensioni, è stato deciso tramite votazione e che il mese di settembre non è disponibile per gli esami, che saranno quindi anticipati a luglio.