Roma è scossa da una tragedia che ha coinvolto un ragazzo di soli 13 anni, Giacomo E., morto nella mattinata di lunedì 7 aprile all’ospedale San Camillo. Il colpo di pistola partito accidentalmente ha avuto esiti fatali. La comunità è sotto choc, mentre proseguono le indagini per chiarire ogni dettaglio della vicenda.
Il dramma all’interno delle mura di casa
Il tragico incidente è avvenuto in un’abitazione della capitale, dove viveva il ragazzo insieme alla famiglia. La pistola, regolarmente detenuta dal fratello maggiore David, guardia giurata, era stata lasciata incustodita su un tavolo. Il giovane avrebbe approfittato di un momento di distrazione dell’uomo, impegnato sotto la doccia, per prenderla in mano. Un colpo è partito, colpendolo alla testa.
La corsa disperata in ospedale si è rivelata inutile. Dopo un intervento chirurgico eseguito d’urgenza nella giornata di domenica, le condizioni del ragazzo sono rimaste critiche fino al decesso, avvenuto poco dopo le 6 del mattino. I medici del San Camillo hanno fatto tutto il possibile, ma i danni riportati erano troppo gravi.
Dolore in famiglia e nella comunità
Sconvolta la famiglia del ragazzo, con il padre, commerciante nella zona di San Pietro, e la madre distrutti dal dolore. Il fratello David, ancora sotto shock, non si dà pace per aver lasciato l’arma incustodita. Nei corridoi dell’ospedale, già dalla giornata di domenica, si è registrato un continuo via vai di parenti e amici, tutti increduli di fronte a una tragedia così improvvisa.
Il dolore ha travolto anche il quartiere, che si stringe attorno alla famiglia. La comunità scolastica frequentata da Giacomo è stata informata e potrebbe presto organizzare una commemorazione per ricordarlo.
Indagini aperte: al vaglio ogni ipotesi
La squadra mobile della polizia di Stato ha avviato accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dei fatti. È stato sequestrato il cellulare del ragazzo per verificare se avesse cercato online informazioni sulle armi da fuoco. Alcuni parenti hanno riferito che Giacomo avrebbe guardato dei tutorial su come smontare e rimontare una pistola.
Tuttavia, una prima analisi sul dispositivo non avrebbe rivelato la presenza di tali contenuti, anche se non si esclude che il ragazzo potesse comunque aver imparato le nozioni da altre fonti. Rimane il dubbio se il giovane pensasse che l’arma fosse scarica o se stesse semplicemente cercando di replicare ciò che aveva visto.
Tutte le piste restano aperte, inclusa quella, al momento considerata remota ma non esclusa, di un gesto volontario. Al momento non risultano persone indagate, ma tale ipotesi potrebbe cambiare nelle prossime ore per consentire gli accertamenti tecnici, tra cui la ricostruzione della traiettoria del colpo.