Una trentaquattrenne romana è stata condannata per stalking aggravato dopo aver messo in atto una serie di comportamenti morbosi e invasivi nei confronti del suo ex compagno. Per cercare di riconquistarlo, la donna ha finto due gravidanze e addirittura un parto, cercando di manipolare l’uomo attraverso messaggi, chiamate e molestie incessanti. La condanna, emessa ieri dal giudice monocratico di Roma, ha previsto una pena di un anno e 4 mesi, sospesa però a condizione che la donna frequentasse un percorso di recupero psicologico di sei mesi. Inoltre, è stato stabilito un risarcimento danni di 5mila euro a favore della vittima.
La vicenda di stalking, durata tra il 2018 e il 2019, ha visto la donna adottare comportamenti sempre più ossessivi. Oltre a simulare malori per attirare l’attenzione dell’ex, si appostava nei luoghi che lui frequentava, creando una situazione di costante stress per l’uomo. In un’occasione, addirittura, si è aggrappata allo sportello dell’auto dell’ex per fermarlo, nel tentativo di costringerlo a fermarsi.
L’uomo, terrorizzato e spaventato, ha dovuto modificare la sua vita quotidiana per cercare di sfuggire alle molestie. Come documentato nell’imputazione, ha cominciato a cambiare residenza e ad indossare un casco per proteggersi da possibili attacchi mentre si recava al suo appartamento. La situazione gli ha causato un grave e persistente stato di ansia, portandolo a prendere precauzioni straordinarie per evitare incontri indesiderati.
Il legale della vittima, l’avvocato Emanuele Fierimonte, ha dichiarato: “Finalmente, dopo tanto tempo, è stata fatta giustizia”. Il penalista ha anche sottolineato come il suo assistito abbia ora la possibilità di riprendere in mano la sua vita, ponendo fine a una vicenda di stalking femminile che ha avuto gravi ripercussioni sul suo stato emotivo e psicologico.