Andrea Pacileo, psichiatra di un ospedale romano, e Elvis Demce, un narcos albanese, sono stati rinviati a giudizio per concorso in corruzione, falso ed evasione. Il gup di Roma ha deciso di avviare il processo dopo aver preso in esame l’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), che ha portato alla luce un giro di favori illeciti tra il medico e Demce, capo di un’organizzazione criminale dedita al traffico di stupefacenti.
Secondo l’accusa, Pacileo avrebbe abusato della sua posizione per favorire gli interessi di Demce, ricevendo da lui somme di denaro in cambio di consulenze che avrebbero dovuto aiutare il narcos ad ottenere la scarcerazione e il collocamento agli arresti domiciliari. Le consulenze, stando alle indagini, erano volte a indurre le autorità giudiziarie a rilasciare pareri favorevoli per Demce, il quale, grazie agli accordi con il medico, avrebbe potuto seguire un piano terapeutico in strutture autorizzate, fuori dal carcere.
Inoltre, Pacileo, secondo l’accusa, avrebbe anche organizzato incontri tra Demce e i suoi complici, sia dentro che fuori l’ospedale, utilizzando la sua posizione professionale per agevolare la continuazione delle attività criminali. Gli episodi di evasione contestati al medico riguardano una quindicina di episodi che si sono verificati tra giugno e dicembre del 2020. Il medico avrebbe sfruttato il proprio ruolo per permettere a Demce di ottenere permessi dal carcere, facilitando il suo incontro con altri membri dell’organizzazione.
Oltre a Pacileo e Demce, altre due persone sono accusate di accesso abusivo a sistema informatico e falso. La prima udienza del processo è fissata per il 10 giugno, e si terrà davanti alla seconda sezione del tribunale di Roma.