Una sentenza che cambia le carte in tavola nella gestione delle energie rinnovabili nel Lazio. Il Tar regionale ha annullato la delibera della Giunta Rocca con cui, nel maggio 2023, erano stati imposti limiti rigidi allo sviluppo di nuovi impianti fotovoltaici ed eolici, con particolare attenzione alla provincia di Viterbo, già fortemente interessata da investimenti nel settore.
L’annullamento arriva in seguito al ricorso presentato dalla società Bd Solar Acquapendente, che aveva chiesto l’autorizzazione per un nuovo impianto agrivoltaico nel Comune di Acquapendente, in località Carbonarola, Vallone e Carbonara. Il progetto, da oltre 8 MW di potenza, era stato rifiutato dalla Regione il 25 luglio 2024, sulla base delle restrizioni introdotte con la delibera n.171.
Il contenuto della delibera bocciata
Approvata nel maggio 2023, la delibera stabiliva dei criteri transitori per l’autorizzazione unica di nuovi impianti a terra, con un principio di “proporzionalità e sussidiarietà tra province”. In pratica, ogni provincia del Lazio avrebbe potuto accogliere impianti fino a un massimo del 50% del totale autorizzato nella regione.
Questo sistema mirava a bloccare ulteriori progetti a Viterbo, che al momento della delibera contava già il 78,08% della potenza installata regionale, a fronte di quote molto più basse in altre province: Latina (13,70%), Roma (6,58%), Frosinone (1,64%) e Rieti (0%).
Il ricorso e la decisione del Tar
La Bd Solar Acquapendente, dopo il rifiuto dell’autorizzazione, ha deciso di impugnare la decisione davanti al Tribunale Amministrativo Regionale, chiedendo anche l’annullamento dell’intera delibera su cui si basava il diniego. Il Tar ha dato ragione alla società, evidenziando come il provvedimento della Regione Lazio potesse limitare ingiustificatamente lo sviluppo delle rinnovabili, senza una base normativa chiara e in contrasto con gli obiettivi nazionali e comunitari sulla transizione energetica.
Un colpo alla linea restrittiva della giunta Rocca
Il provvedimento rappresentava una delle misure più discusse dell’attuale amministrazione regionale, sostenuta dal presidente Francesco Rocca e dall’allora sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, che già ad aprile 2023 avevano espresso la volontà di fermare nuovi progetti di impianti, definendo il territorio del Lazio “sovraccarico” dal punto di vista ambientale.