Telegram e soldi falsi: smantellata una stamperia clandestina in Salento

Tre arresti tra Lazio, Lombardia e Puglia. Banconote false in vendita online anche a minorenni

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Una sofisticata rete criminale dedita alla produzione e distribuzione di banconote false in euro è stata sgominata dalle forze dell’ordine, grazie a un’indagine coordinata dalla Procura di Lecce e supportata da Europol. Al centro dell’operazione, una stamperia clandestina scoperta a Lido Marini, in provincia di Lecce, e l’arresto di tre uomini – un 27enne originario di Colleferro ma domiciliato a Padova, un 25enne di Alessano (Lecce) e un 43enne residente a Lodi. Le accuse spaziano dall’associazione a delinquere alla falsificazione di valuta.

Le indagini, condotte dalla sostituta procuratrice Maria Grazia Anastasia con il contributo dei carabinieri e degli specialisti europei, hanno rivelato un’organizzazione capace di produrre banconote contraffatte da 20, 50 e 100 euro, vendute poi tramite canali Telegram con nomi evocativi come “Diablopug and Biuggy store” e “I tre Immortali”.

Secondo quanto emerso, le vendite avvenivano con transazioni bancarie, Paypal e in criptovalute come Bitcoin, Litecoin, Usdt ed Ethereum. Le spedizioni delle banconote, tracciate fino al dicembre 2024, sarebbero state almeno 188. Gli acquirenti non si limitavano al territorio italiano, ma includevano clienti da Germania, Spagna e Belgio, con una preoccupante presenza anche di minorenni tra gli acquirenti.

Il ruolo centrale nell’organizzazione è stato attribuito al 43enne di Lodi, indicato come il finanziatore e regista dell’intera operazione. Egli avrebbe acquistato le stampanti e pianificato ogni fase produttiva, coordinando la logistica con il 27enne del Lazio, incaricato anche della gestione tecnica dei canali Telegram. Il gruppo avrebbe inoltre studiato metodi per eludere i controlli, modificando nomi di gruppi e nickname per sfuggire alle indagini, oltre a lanciare campagne promozionali per incentivare gli acquisti.

Il laboratorio clandestino scoperto a Lido Marini custodiva non solo le attrezzature necessarie per la stampa delle banconote, ma anche un sofisticato macchinario per l’incisione laser destinato alla fabbricazione di monete da 2 euro, anch’esse contraffatte. Durante la perquisizione sono stati sequestrati tre stampanti, denaro falso per un valore di 40.000 euro, monete alterate e dispositivi elettronici.

Il volume d’affari dell’organizzazione è stato stimato in oltre 180.000 euro, ma le autorità ritengono che il giro potesse crescere ulteriormente grazie ai nuovi strumenti tecnologici in via di utilizzo. Le indagini, però, non si fermano ai tre arrestati. La gip Anna Paola Capano ha riconosciuto l’esistenza di ulteriori complici, tra cui una quarta persona già identificata, e ha sottolineato come il 43enne lombardo avesse esteso le attività anche alla vendita di droga, armi e documenti falsi, sfruttando gli stessi canali digitali.

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