Il prolungamento di via Kobler torna ad occupare un ruolo centrale nelle strategie urbanistiche per il quadrante sud di Roma. Durante una recente commissione Trasparenza in Campidoglio, è emersa con chiarezza una posizione condivisa dagli uffici Urbanistica e Mobilità: estendere via Kobler fino a via Laurentina rappresenta l’unica opzione tecnicamente percorribile per alleggerire la pressione sulla viabilità dell’Ardeatino.
La proposta, rimasta sulla carta per oltre vent’anni, ha ricevuto nuovo impulso il 24 aprile, quando il consigliere Federico Rocca (Fratelli d’Italia) ha riunito i vari dipartimenti coinvolti per riaprire il tavolo di lavoro. Secondo i dati in possesso del Comune, la saturazione della zona è ormai evidente, e il rischio è quello di condannare i residenti a una mobilità sempre più caotica senza nuove infrastrutture.
Pietro Scaglione, dirigente delle lottizzazioni convenzionate, ha definito via Kobler “un’arteria strategica”. L’asse stradale, infatti, rappresenta l’unico collegamento diretto tra la Cecchignola e la metropolitana, evitando di intervenire su via Ardeatina, strada storica vincolata da ritrovamenti archeologici e dalla presenza del monumento naturale del Fosso della Cecchignola.
A detta degli uffici tecnici, il prolungamento non violerebbe alcun vincolo paesaggistico o ambientale, lambendo il fosso senza attraversarlo. In venti riunioni e una decina di proposte progettuali, la conclusione è sempre la stessa: l’unica ipotesi sostenibile è quella del prolungamento dell’arteria esistente. Al momento, nelle casse comunali ci sarebbero circa 11 milioni di euro derivanti da oneri straordinari, ai quali si sommerebbe un contributo diretto dell’amministrazione capitolina.
Tra le alternative studiate negli anni anche quella del passaggio all’interno della Città Militare della Cecchignola, ma la natura privata dell’area pone seri dubbi sulla possibilità di impiegare fondi pubblici, come sottolineato da Scaglione. Il dirigente ha comunque ribadito la disponibilità del Comune a considerare qualsiasi ipotesi condivisa, purché tecnicamente valida.
Dal dipartimento Mobilità arriva un’ulteriore conferma della mancanza di alternative concrete. L’ingegner Daria Giura ha dichiarato che, ad oggi, non esistono opzioni in grado di tutelare completamente il monumento naturale e allo stesso tempo migliorare la mobilità. Il quadrante dell’Ardeatino, infatti, soffre da anni l’assenza di una rete infrastrutturale adeguata, eccezion fatta per la linea B della metro.