Papa Prevost, come il suo predecessore Francesco, ha accolto i rappresentanti della stampa mondiale questa mattina, alle 11, nell’aula Paolo VI. L’evento si è aperto con le parole di Leone XIV, che ha richiamato il celebre Discorso della Montagna, sottolineando l’importanza della pace e della responsabilità nella comunicazione.
Un messaggio di pace e speranza
“Beati gli operatori di pace”, ha esordito Leone XIV, citando uno dei passi più noti del Vangelo. Ha poi aggiunto: “Viviamo tempi difficili da raccontare, ma non dobbiamo fuggire né accettare la mediocrità. Sant’Agostino diceva: ‘Viviamo bene e i tempi saranno buoni’. Noi siamo i tempi”. Con queste parole, ha voluto richiamare i giornalisti a una riflessione profonda sul ruolo della comunicazione in un’epoca complessa e frammentata.
Superare la Torre di Babele della faziosità
Nel proseguire il suo intervento, Leone XIV ha evidenziato l’importanza di una comunicazione autentica e lontana dalla superficialità: “Oggi la sfida è creare comunicazione che esca dalla Torre di Babele della faziosità. Questa responsabilità ce l’abbiamo tutti”. Ha poi sottolineato come il compito dei comunicatori non sia solo quello di diffondere notizie, ma anche di “amare le persone”, ponendo l’accento sul valore umano del loro lavoro.
L’ascolto come principio fondamentale
Leone XIV ha concluso con un forte richiamo all’ascolto: “Non serve comunicazione fragorosa, ma una che ascolta le voci dei deboli. Così saremo coerenti con la nostra dignità umana”. Un invito a recuperare la dimensione più profonda del giornalismo, che non si limiti a inseguire la velocità e l’impatto delle notizie, ma che sappia dare spazio a chi spesso rimane inascoltato.