Femminicidio Teodora Kamenova: l’ex compagno si era appostato per ore prima di ucciderla

Jose German Varela Luna ha premeditato l’omicidio: la gip conferma il carcere. La vittima lo aveva già denunciato

Omicidio, nastro omicidio

Un femminicidio premeditato, consumato con fredda determinazione. È quanto emerge dal provvedimento con cui la gip Viviana Petrocelli ha convalidato il fermo di Jose German Varela Luna, 54 anni, di origini venezuelane, accusato dell’omicidio della ex compagna Teodora Kamenova, uccisa il 15 maggio scorso a Civitavecchia. L’uomo, arrestato dai carabinieri e attualmente detenuto nel carcere della città, si era appostato per sei ore in attesa della donna, prima di aggredirla brutalmente.

La ricostruzione dell’omicidio

Secondo quanto ricostruito dalla procura e dai carabinieri, Varela Luna ha atteso la vittima nell’androne del palazzo di via Gorizia, dove Teodora viveva. Era lì già dalle 8 del mattino. Dopo una lunga attesa, alle 14 ha sorpreso la donna al suo rientro e l’ha colpita con diversi fendenti all’addome e al petto. Teodora è morta poco dopo l’aggressione, senza possibilità di essere salvata.

L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia, assistito dall’avvocato Matteo Mormino. Ma gli elementi raccolti dagli investigatori delineano un quadro preciso e allarmante, con indizi chiari di premeditazione.

Un quadro aggravato da precedenti maltrattamenti

L’accusa non si limita alla premeditazione: nei confronti di Varela Luna pende anche l’aggravante dei maltrattamenti. Teodora Kamenova, infatti, lo aveva già denunciato a gennaio, dopo un’aggressione che l’aveva costretta al ricovero in ospedale. Quell’episodio non aveva però impedito all’uomo di avvicinarsi nuovamente a lei, fino alla tragica conclusione.

Il caso ha riacceso l’attenzione sull’urgenza di rafforzare le misure di protezione per le vittime di violenza di genere, e di garantire risposte più efficaci a chi denuncia situazioni di pericolo. Una richiesta che arriva con forza dai centri antiviolenza, dalle associazioni femminili e da una società sempre più colpita da episodi ricorrenti di femminicidio.

La giustizia farà ora il suo corso, ma la vita di Teodora non potrà essere restituita. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio del tragico fatto, mentre la comunità di Civitavecchia è ancora scossa da una violenza che poteva e doveva essere evitata.

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