L’ultimo esame riportato risale al 13 febbraio e riporta un voto positivo: 27. Tuttavia, Mark Samson, il 24enne accusato dell’omicidio della sua ex fidanzata Ilaria Sula, non avrebbe mai sostenuto quell’esame. Da tempo, infatti, il giovane non frequentava più l’università. Per evitare che i suoi genitori scoprissero la verità, aveva creato un falso account Gmail intestato fittiziamente a La Sapienza.
Secondo quanto emerso dagli atti dell’inchiesta, le email fasulle, inviate ai familiari, contenevano finte valutazioni degli esami e venivano utilizzate da Samson per mantenere in piedi la menzogna. In realtà, il giovane non risultava più in regola con gli studi e non era prossimo alla laurea, come invece voleva far credere.
Le finte mail da “La Sapienza”: “Votazione 30, cordiali saluti”
L’indirizzo utilizzato era ateneolasapienza@gmail.com, un’utenza generica, non istituzionale, con un mittente scritto in minuscolo. Nelle comunicazioni inviate al padre Eddie si trovano messaggi come “Buongiorno Samson, la valutazione del tuo esame di materiali è 27. Buona giornata”, o ancora: “Votazione 30 e lode”. L’università, contattata dai media, ha confermato che non si trattava di alcuna comunicazione ufficiale.
La madre del ragazzo, Nora Manlapaz, interrogata dalla polizia il 7 aprile, aveva raccontato di essersi fidata completamente del figlio. “Mi arrivava il messaggio perché gli ho chiesto io di chiedere alla segreteria di farmi vedere i suoi voti”, aveva spiegato. Anche dopo l’arresto, la donna – ora indagata per concorso in occultamento di cadavere – continua a credere che il figlio fosse uno studente modello.
Ilaria aveva scoperto le bugie: “O mi fai vedere questi voti o ti lascio”
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la relazione tra Mark e Ilaria era finita da mesi, ma lui non accettava la rottura. Tra i motivi di scontro, anche la mancanza di chiarezza di Samson riguardo al suo percorso universitario. Ilaria avrebbe messo il ragazzo di fronte a una scelta: mostrare i voti veri o chiudere la relazione.
Samson, secondo la sua difesa, avrebbe vissuto da sempre un rapporto difficile con i giudizi, in particolare quelli dei genitori. Per loro, il completamento degli studi universitari era una priorità assoluta. La madre, nel suo interrogatorio, ha riferito di non approvare la presenza di Ilaria in casa, specialmente durante il periodo degli esami: “Quando una coppia non è sposata, porta male se va a convivere con i genitori”.
Dopo il delitto, il tentativo di depistare le indagini
Il femminicidio è avvenuto il 25 marzo: Mark Samson ha accoltellato Ilaria Sula, chiuso il corpo in una valigia e lo ha abbandonato in un dirupo a Capranica Prenestina. Nei giorni successivi, ha continuato a usare il cellulare della vittima per fingere che fosse ancora viva e depistare le indagini. Aveva dichiarato alla polizia di aver gettato il telefono in un tombino, ma in realtà lo nascondeva sotto il letto dei genitori. È stato ritrovato solo un mese dopo, grazie alla collaborazione con l’ex avvocato Fabrizio Gallo.