Mentre Napoli festeggia lo scudetto, a Roma è apparsa una scritta offensiva che ha destato indignazione: “Il vostro trofeo più bello il campionato, il nostro…Esposito ammazzato”. Il graffito, comparso in una zona non precisata della città, è ora al centro delle indagini da parte delle forze dell’ordine.
Secondo le prime ipotesi, l’autore potrebbe essere un tifoso della Roma, e il contenuto fa riferimento a un tragico episodio che ha segnato la storia recente del calcio italiano: la morte di Ciro Esposito, tifoso partenopeo ucciso nel 2014.
Il riferimento alla tragedia del prepartita Napoli-Fiorentina
Ciro Esposito, 31 anni, fu colpito da un proiettile durante gli scontri avvenuti prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, il 3 maggio 2014. I colpi furono sparati da Daniele De Santis, ex ultrà della Roma, poi condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.
La vittima fu raggiunta da uno dei quattro colpi d’arma da fuoco esplosi in viale di Tor di Quinto, mentre si dirigeva allo stadio con alcuni amici, anch’essi rimasti feriti.
Parenti indignati per l’ennesima mancanza di rispetto
“Un fatto molto triste”, ha commentato lo zio di Ciro Esposito, Enzo, che ha definito l’autore del gesto come un idiota privo di rispetto. “Chi non ha rispetto dei morti non merita nemmeno una replica”, ha aggiunto, esprimendo tutto il disgusto per l’offesa arrecata alla memoria del nipote.
Anche la madre di Ciro, Antonella Leardi, aveva recentemente denunciato la persistenza della violenza nel calcio in un’intervista, affermando: “Il calcio non è cambiato. Sembra che non interessi a nessuno migliorare le cose”.
Indagini in corso sull’autore del graffito
L’immagine della scritta è rapidamente circolata sulle chat dei tifosi, raggiungendo anche gruppi partenopei, con l’intento evidente di provocare e diffondere l’offesa. Le autorità stanno ora lavorando per identificare l’autore del gesto, che si aggiunge a una lunga serie di atti simili che alimentano l’ostilità tra tifoserie.
Il graffito rappresenta l’ennesimo episodio di strumentalizzazione della memoria di Ciro Esposito, usata come veicolo di tensione e disprezzo nel contesto calcistico.