Nuovo sfregio a Forte Bravetta: scritta “Remigrazione” sulla lapide dei partigiani

Nella notte tra l’1 e il 2 giugno, ignoti hanno imbrattato per l’ennesima volta il memoriale di Forte Bravetta, già preso di mira lo scorso 25 aprile

Stele Forte Bravetta

Il marmo che ricorda i partigiani fucilati dai nazisti all’interno di Forte Bravetta, luogo simbolo della Resistenza romana, è stato nuovamente deturpato. Stavolta la parola apparsa sulla stele commemorativa è “Remigrazione”, termine usato frequentemente dagli ambienti dell’estrema destra xenofoba.

Una ferita che si riapre nel giorno della Repubblica

Il gesto vandalico si è verificato proprio alla vigilia del 2 giugno, Festa della Repubblica, giorno che celebra i valori democratici e costituzionali dell’Italia. Il presidente del Municipio XII, Elio Tomassetti, ha duramente condannato l’episodio: “Come accaduto anche il 25 aprile scorso, la lapide di Forte Bravetta è stata nuovamente imbrattata. Sempre di notte, com’è tipico della vigliaccheria neofascista”.

Anche un anno fa, nel giorno della Liberazione, la stessa lapide era finita nel mirino con l’inquietante scritta “Partigiano, stupratore, assassino”, vergata con vernice rossa. Allora, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri aveva commentato: “Lo sfregio dimostra quanto sia ancora essenziale difendere i valori della libertà e dell’antifascismo”.

Intervento immediato e condanna istituzionale

Le istituzioni non hanno perso tempo. Il presidente Tomassetti ha annunciato un intervento immediato di ripristino, dichiarando: “Siamo già al lavoro per cancellare la scritta e continueremo a batterci perché la nostra sia una Repubblica fondata sull’accoglienza e sulla Pace, non certo sulla ‘remigrazione’”.

Il termine, usato in ambienti estremisti per invocare il rimpatrio forzato di immigrati, assume un significato particolarmente provocatorio se associato a un luogo di memoria come Forte Bravetta, dove caddero per la libertà decine di partigiani durante l’occupazione nazifascista.

Un attacco ai valori fondativi della Repubblica

Il nuovo atto vandalico non colpisce solo un monumento, ma rappresenta un attacco simbolico ai valori su cui si fonda la Repubblica italiana: resistenza, democrazia, inclusione e memoria storica. Le scritte appaiono come una sfida politica e ideologica in momenti altamente simbolici per la storia repubblicana, tentando di screditare la lotta partigiana e diffondere messaggi discriminatori.

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