La campagna sociale “Dove la Butto”, promossa dall’unità itinerante di Villa Maraini – Croce Rossa Italiana, ha preso avvio con un evento significativo: la salvezza di un ragazzo in overdose da eroina, grazie all’intervento tempestivo degli operatori. Il giovane, che si trovava a Tor Cervara, un’area periferica di Roma, è stato soccorso dagli operatori della campagna, che hanno somministrato il naloxone, il farmaco che annulla gli effetti dell’eroina e salva la vita delle persone in overdose. Questa è solo una delle tante storie che l’iniziativa mira a raccontare, ma non è l’unica. Pochi giorni prima, sempre a Tor Cervara, un altro uomo di 50 anni ha perso la vita per overdose, segnalando tragicamente quanto ancora ci sia da fare per contrastare questo fenomeno.
Il salvataggio e l’uso del Naloxone
Il racconto di Giancarlo Rodquino, coordinatore dell’unità di strada di Villa Maraini, ha illustrato l’efficacia dell’intervento. Il 5 giugno, durante una delle consuete attività della campagna “Dove la Butto”, che include la distribuzione di siringhe sterili e la raccolta di quelle usate, gli operatori sono stati chiamati da un ragazzo in panico. Il suo amico, un 35enne, era privo di sensi e non respirava. In pochi minuti, gli operatori sono arrivati sul posto e hanno somministrato due iniezioni di naloxone, riuscendo a salvare la vita del giovane. Una volta ripresosi, il ragazzo è stato accompagnato in un’area sicura e gli è stato consegnato un flacone di naloxone spray, affinché in futuro potesse essere in grado di salvare se stesso o qualcun altro.
La tragedia della morte per overdose
Nonostante il successo del salvataggio, la tragedia si è manifestata pochi giorni prima, quando un uomo di 50 anni è stato trovato senza vita nella stessa zona di Tor Cervara. Massimo Barra, fondatore di Villa Maraini e presidente emerito della Croce Rossa Italiana, ha commentato questa morte come una “vera perdita”, sottolineando l’importanza di avere strumenti come il naloxone a disposizione per evitare tragedie simili. “Abbiamo la possibilità di prevenire queste morti”, ha dichiarato Barra, parlando dell’urgenza di implementare interventi mirati, come quelli dell’unità itinerante, che lavora senza sosta nelle aree più periferiche di Roma.
Il lancio ufficiale della campagna “Dove la Butto”
Il 11 giugno, la campagna è stata presentata ufficialmente al Teatro di Tor Bella Monaca, con una mattinata che ha visto il coinvolgimento di istituzioni, operatori e cittadini. Durante l’evento, si sono alternati momenti di musica, testimonianze commoventi e interventi istituzionali. La partecipazione è stata corposa, con la presenza di molte persone che hanno vissuto in prima persona il dramma della dipendenza. Tra le storie più toccanti, quella di Francesco, 40 anni, che ha raccontato la sua rinascita grazie all’incontro con gli operatori di Villa Maraini. La sua testimonianza ha risvegliato l’attenzione su un tema spesso ignorato, quello della dipendenza e della necessità di intervenire prima che sia troppo tardi.
Le parole di Massimo Barra e don Antonio Coluccia
Durante l’evento, Massimo Barra ha spiegato che la campagna “Dove la Butto” non si limita alla raccolta di siringhe abbandonate, ma punta a raggiungere “l’ultimo miglio”, ovvero quelle persone che non sono consapevoli del loro problema di dipendenza. Don Antonio Coluccia, presente all’evento, ha parlato dell’importanza di riconoscere l’umanità di chi vive in condizioni di dipendenza. “Gli abusatori di sostanze sono persone. La loro vita è stata distrutta da una malattia”, ha sottolineato, aggiungendo che se qualcuno muore di overdose, bisogna sentirsi indignati, non indifferenti.
Il sostegno istituzionale e la partecipazione del pubblico
L’evento ha visto anche la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui Nicola Franco, presidente del Municipio VI di Roma, e Antonio Pignataro, questore di Roma, che ha chiesto un minuto di silenzio in memoria delle vittime di overdose. Il presidente della Croce Rossa Area Metropolitana di Roma, Francesco Pastorello, ha ringraziato i volontari impegnati quotidianamente accanto agli operatori di Villa Maraini. L’evento si è concluso con un concerto del cantautore Massimo Di Cataldo, accompagnato dal maestro Dario Zeno al pianoforte, regalando un momento di riflessione e speranza.