Aggressione a Don Coluccia nella notte tra il 16 e il 17 giugno al Quarticciolo, periferia est della Capitale. Il prete salentino, da anni in prima linea contro lo spaccio di droga a Roma, è stato attaccato con pietre e insulti mentre si trovava nella zona per incontrare alcuni residenti esasperati dalla situazione nelle case popolari.
Il blitz nei lotti popolari senza luce
Don Antonio Coluccia era accompagnato come sempre dalla scorta, visto che da tempo è sotto protezione per le numerose minacce ricevute. Appena entrato nei lotti, in un’area al buio a causa del sabotaggio dell’illuminazione pubblica, è stato preso di mira da alcune vedette dello spaccio, che hanno lanciato sassi nella sua direzione.
“Prete infame” è stato l’urlo rivolto al sacerdote dai giovani presenti, alcuni dei quali accompagnati da cani di grossa taglia. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito, ma l’episodio ha mostrato ancora una volta il clima di tensione e pericolo in cui operano coloro che cercano di portare legalità nelle periferie.
Solidarietà politica e richiesta di intervento
Immediata la solidarietà da parte del mondo politico. Il senatore Marco Scurria (Fratelli d’Italia), vicecapogruppo al Senato, ha dichiarato:
“Esprimo la mia piena solidarietà a Don Antonio Coluccia, simbolo della lotta alle mafie urbane. Combatte da tempo contro i clan, cercando di salvare giovani, anche minorenni, dalla delinquenza”.
Anche la consigliera Cristina De Simone, il consigliere Umberto Matronola e il vicepresidente di FdI Roma Daniele Rinaldi hanno espresso sostegno, ricordando l’impegno per il ripristino della legalità nei Municipi V e VII, teatro delle ultime tensioni.
Il modello Caivano come risposta
Scurria ha rilanciato l’azione del Governo Meloni, sottolineando che il “modello Caivano” è la via da seguire:
“È la soluzione per contrastare l’illegalità, la paura e il clima da far west che affligge le periferie. Continueremo a sostenere Don Coluccia e chi sceglie ogni giorno la legalità”.