Esplosione a Roma, bilancio drammatico: 45 feriti e devastazione a Villa de Sanctis

Doppia esplosione in un distributore di benzina provoca ustioni, danni strutturali e caos in zona est di Roma

Vigili del fuoco

Venerdì 4 luglio, intorno alle 8 del mattino, il quartiere Villa de Sanctis, nella zona est di Roma, è stato teatro di un disastro che ha scosso l’intera città. Due violente esplosioni, originatesi da un distributore di benzina e GPL Eni in via dei Gordiani, hanno scatenato un inferno di fuoco, con fiamme che si sono alzate in cielo e colonne di fumo visibili a chilometri di distanza. L’impatto devastante ha portato alla registrazione di 45 feriti e gravi danni materiali, con due persone in prognosi riservata.

I feriti e le condizioni critiche

Il bilancio dei feriti è pesante. Sono state 24 le persone soccorse, tra residenti, lavoratori e operatori di soccorso, compresi 11 poliziotti, un carabiniere, sei vigili del fuoco e tre operatori del 118. Due delle vittime più gravemente colpite, tra cui un benzinaio, sono ricoverate nell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove sono stati diagnosticati ustioni di terzo grado su ampie porzioni del corpo. Le loro condizioni sono critiche, e sono attualmente sottoposti a ventilazione meccanica assistita. Altri feriti, fortunatamente meno gravi, sono stati trattati negli ospedali locali, dove sono stati dimessi dopo aver ricevuto cure per traumi ortopedici e lesioni minori.

Il bilancio dei danni materiali

La devastazione non ha risparmiato neanche gli edifici circostanti. Oltre ai danni strutturali, sette scuole della zona sono state lesionate dall’onda d’urto. L’IC Simonetta Salacone, ad esempio, ha riportato ingenti danni strutturali, mentre l’Istituto Romolo Balzani è stato dichiarato inagibile. In altre scuole, come l’Istituto Trilussa, i danni sono stati minori, ma l’attività è stata comunque sospesa. Inoltre, il Liceo Kant è stato evacuato immediatamente, e gli Esami di Stato presso il Liceo Cavanis sono stati interrotti per la verifica della sicurezza dell’edificio.

Evacuazioni e danni collaterali

A seguito delle esplosioni, circa 50 persone sono state evacuate dalle abitazioni vicine, comprese le abitazioni nei pressi di un deposito di ossigeno per il 118. Le forze dell’ordine hanno presidiato la zona, mentre il presidente del V Municipio, Mauro Caliste, e il sindaco Roberto Gualtieri sono giunti sul posto per monitorare la situazione e garantire l’assistenza alle persone evacuate. Nonostante i timori iniziali, il deposito giudiziario vicino al distributore non è stato coinvolto.

Il caos è stato amplificato dalle esplosioni di vetri e lamiere, che hanno danneggiato numerosi veicoli, inclusi quelli di soccorso. Le auto parcheggiate nelle vicinanze sono state distrutte dalle fiamme, mentre alcune porzioni di lamiere sono volate fino a 300 metri di distanza. Un testimone ha raccontato di aver visto finestre esplodere e serrande distrutte in vari edifici, con la gente che, terrorizzata, scendeva in strada.

Monitoraggio ambientale e salute pubblica

Oltre ai danni materiali, la nube di fumo e polveri ha destato preoccupazione per la qualità dell’aria. Il Comune di Roma ha emesso un avviso, invitando i residenti a non aprire le finestre. L’ARPA Lazio ha attivato il monitoraggio ambientale, installando un campionatore per la qualità dell’aria, i cui risultati saranno disponibili solo nelle prossime 24 ore.

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