Roma verso un Tevere balneabile: nasce il tavolo tecnico

Il sindaco Gualtieri avvia un confronto tra istituzioni per valutare le condizioni e gli interventi necessari per rendere il fiume accessibile alla cittadinanza

trastevere, Tevere

Rendere il Tevere nuovamente balneabile è un obiettivo ambizioso, ma non impossibile. A rilanciare l’idea è stato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha annunciato l’istituzione di un tavolo tecnico sulla balneabilità del fiume, coinvolgendo la Regione Lazio, il ministero dell’Ambiente, l’Autorità di bacino e la Città Metropolitana.

L’iniziativa prende slancio dalle parole pronunciate alla Festa dell’Unità, dove il primo cittadino ha sottolineato l’importanza di intervenire sugli insediamenti industriali lungo l’Aniene, affluente principale del Tevere. La Città Metropolitana è chiamata a identificare e ridurre gli sversamenti, elemento centrale per migliorare la qualità delle acque.

Tra ispirazioni francesi e prospettive locali

Senza disporre delle stesse risorse investite da Parigi in occasione delle Olimpiadi del 2024, il sindaco ha evidenziato che il traguardo potrebbe essere raggiunto entro un eventuale secondo mandato, grazie anche a nuovi fondi, come quelli previsti per il Giubileo del 2033. Una frecciatina è stata rivolta all’ex sindaca Virginia Raggi, che nel 2016 disse no alla candidatura olimpica di Roma.

Nel frattempo, sono già stati realizzati interventi di riqualificazione, come il recupero di un terreno inquinato da auto bruciate accanto al parco d’affaccio Prati dell’Acqua Acetosa. Secondo l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, si tratta di una zona strategica poiché si trova nel punto in cui l’Aniene confluisce nel Tevere.

Nuove aree verdi e progetti di rigenerazione

A rafforzare questa visione interviene anche il Piano operativo e strategico dell’assessorato all’Urbanistica, coordinato da Maurizio Veloccia. Il documento prevede sette nuovi parchi e il completamento di quello alle pendici dell’Aventino. Tra gli spazi di prossima realizzazione, figurano l’ex Fornace Mariani a Saxa Rubra e il parco Riva dei Cocci tra ponte Testaccio e ponte dell’Industria.

È previsto inoltre un nuovo ponte ciclopedonale a Tor di Quinto, destinato a completare il ponte di Bailey, i cui piloni giacciono inutilizzati da decenni. Queste iniziative sono finalizzate a ricucire il rapporto tra città e fiume, riducendo la distanza fisica e culturale che si è creata nel tempo.

Mobilità elettrica e accessibilità fluviale

Il Piano include anche un progetto per la mobilità sul Tevere: un sistema di trasporto idroviario elettrico da Castel Giubileo alla foce, pensato per pendolari, turisti e lavoratori, con nuovi attracchi e ascensori per collegare le banchine ai Lungotevere.

Ulteriori ponti ciclopedonali sono previsti tra Valco San Paolo e Marconi, collegando l’università Roma Tre e il quartiere della Magliana. A Marconi si punta anche alla rigenerazione dell’ex Mira Lanza, destinata a diventare un centro con studentati, aree verdi e servizi pubblici.

Un percorso lungo ma condiviso

Infine, a Ostia, il futuro ponte della Scafa collegherà il litorale con Fiumicino. Quello attuale, una volta sostituito, sarà dedicato esclusivamente alla mobilità dolce, con accesso a pedoni e ciclisti. È prevista anche la riqualificazione dell’Idroscalo e del porto-canale.

«Il Tevere è parte integrante dell’identità di Roma – ha dichiarato l’assessore Veloccia –. Oggi possiamo dire che stiamo realmente lavorando per avvicinare nuovamente la città al suo fiume, restituendolo alla vita urbana e collettiva».

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