Svastiche, scritte nazifasciste e simboli inneggianti al regime. È questo lo scenario che si sono trovati davanti, all’alba di venerdì 11 luglio, i militanti del Partito Democratico di Montespaccato, dopo che la sede di via Suor Maria Agostina è stata vandalizzata durante la notte. Le scritte hanno colpito non solo i muri del PD, ma anche quelli dell’ANPI e della sezione Angelo Conti del Partito Comunista Italiano, che condividono lo stabile.
“Dux”, “SS” e “UCF” (sigla riconducibile all’Unione dei Combattenti Fascisti) sono solo alcune delle scritte rinvenute. Tra i simboli più evidenti, anche svastiche, tracciate con una bomboletta lasciata sul posto dai responsabili, ora nelle mani dei carabinieri per i rilievi del caso. Si tratta dell’ennesimo attacco subito dalla sezione PD di Montespaccato: l’ultimo risale allo scorso maggio.
Secondo il segretario del circolo, Peppe Meroldi, non ci sono dubbi sul collegamento con la rimozione del murale neofascista, avvenuta pochi giorni fa nella stessa zona, sempre in via Suor Maria Agostina. “Non c’è da pensarci, è una ritorsione chiara e preoccupante”, ha commentato Meroldi ai microfoni di RomaToday.
Il murale rimosso rappresentava il tricolore, la scritta “Montespaccato” e un verso tratto da una canzone degli Amici del Vento, gruppo musicale di area neofascista, dedicata ai Nuclei Armati Rivoluzionari. Il disegno, realizzato su proprietà pubblica e senza autorizzazioni, è stato cancellato il 10 luglio grazie all’intervento della presidente del Municipio XIII, Sabrina Giuseppetti, che ha dato il via libera all’azione su richiesta della polizia locale.
“Era una scritta chiaramente provocatoria”, ha dichiarato la minisindaca, che ha anche aperto alla possibilità di sostituire l’opera con un murale dedicato alla legalità e alla memoria democratica.
Ma l’azione ha scatenato forti reazioni da parte del centrodestra, che ha parlato di una decisione “ideologica e autoritaria”. In una nota congiunta, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno contestato la rimozione del murale, sostenendo che si sarebbe potuto agire solo sulla frase “equivocabile”. L’ex presidente del Municipio, Daniele Giannini (Lega), ha definito l’intervento “dispotico”, mentre da Forza Italia è arrivata una richiesta ufficiale di chiarimenti sui costi della rimozione e sui progetti alternativi.
L’episodio vandalico è ora al centro delle indagini dei carabinieri, intervenuti immediatamente sul posto. Il clima nel quartiere resta teso, tra le condanne del gesto da parte delle forze democratiche e le polemiche legate alla gestione del simbolismo politico nello spazio pubblico.