L’emergenza abitativa continua a colpire duramente la Capitale, e in particolare le sue periferie, dove le fasce più deboli della popolazione vivono con l’incubo dello sfratto e l’ansia per un futuro incerto. A fronte di un mercato immobiliare sempre meno accessibile, soprattutto per chi ha un reddito instabile o insufficiente, il municipio VII ha deciso di avviare una nuova iniziativa di welfare territoriale: uno sportello casa dedicato all’assistenza abitativa.
Il servizio sarà inaugurato il 15 luglio nella sede municipale di Cinecittà, alla presenza dell’assessore alle politiche abitative Tobia Zevi e del presidente della commissione municipale Yuri Trombetti. L’obiettivo dell’iniziativa è offrire un punto di riferimento concreto a chi si trova in condizioni di disagio abitativo conclamato, anche fornendo consulenza legale e supporto nella ricerca di una sistemazione alternativa.
Il servizio si rivolge in particolare ai residenti del municipio VII già seguiti dai servizi sociali, che in questo quadrante urbano rappresentano una quota significativa della popolazione. Il territorio, il più popoloso della Capitale, è infatti tra quelli maggiormente colpiti dalla crisi dell’offerta abitativa.
Alla base della crisi, però, non c’è solo la povertà economica. La trasformazione degli immobili residenziali in case vacanze ha sottratto spazio al mercato tradizionale degli affitti, contribuendo a gonfiare i prezzi. “L’impatto degli affitti brevi è stato distruttivo per molti quartieri”, aveva dichiarato Rosa Ferraro, presidente della commissione politiche abitative del municipio VII. Lo scorso ottobre, il consiglio municipale aveva sollecitato interventi per frenare il fenomeno, già fortemente diffuso anche in zone lontane dal centro.
L’emergenza si aggrava anche a causa di altri fattori strutturali: la dismissione del patrimonio abitativo degli ex enti previdenziali, oggi trasformati in fondazioni; il blocco delle graduatorie per l’accesso agli alloggi popolari (Erp); la scarsità di nuove assegnazioni; e la costante perdita di potere d’acquisto dei salari. Il risultato è che anche chi ha un impiego fatica a sostenere il peso di un affitto mensile regolare.
Lo sportello casa è parte di una rete di supporto che coinvolge diverse realtà sociali. A gestirlo sarà una rete temporanea d’imprese, composta da La Sponda e Nonna Roma (già attiva con un servizio analogo in municipio III). Collaborano al progetto anche la cooperativa Stand Up, l’associazione Civico 7 e numerosi altri soggetti, tra cui comitati di quartiere, sindacati degli inquilini, associazioni e agenzie immobiliari. Il coordinamento sarà affidato al dipartimento patrimonio del Comune di Roma.