Un lungo corteo ha attraversato via dei Fori Imperiali per chiedere le dimissioni di Claudio Lotito dalla presidenza della Lazio. Nella serata di martedì 16 luglio, centinaia di tifosi biancocelesti si sono radunati a largo Corrado Ricci, per poi sfilare fino al Campidoglio, dove una delegazione è stata ricevuta dai rappresentanti del Comune di Roma. In testa al corteo uno striscione eloquente: “La politica lo ha messo, la politica lo deve togliere”, con riferimento diretto al doppio ruolo del presidente, anche senatore di Forza Italia.
I cori dei tifosi sono stati tutti indirizzati contro Lotito, accusato di aver gestito il club in maniera poco trasparente e senza visione sportiva. Durante la manifestazione non sono mancati fischi, slogan e interventi di sostenitori storici, che hanno denunciato una rottura ormai insanabile tra il patron e buona parte della tifoseria.
“In questi 21 anni Lotito ha fatto di tutto per non farsi stimare. Siamo arrivati a un punto di non ritorno”, ha raccontato uno dei partecipanti. Altri hanno puntato il dito contro una gestione definita “scellerata”, a prescindere dai risultati economici o finanziari ottenuti: “Non si tratta solo di spendere di più, ma di fare le cose semplici e lineari”, ha aggiunto un altro tifoso.
Parallelamente alla protesta, una rappresentanza dei tifosi ha avuto un incontro istituzionale in Campidoglio, dove si è discusso anche del possibile utilizzo dello stadio Flaminio, struttura da tempo al centro del dibattito tra istituzioni e società sportive romane. Durante il confronto è stato illustrato ai presenti il quadro attuale della situazione, alla luce del dichiarato interesse della Lazio per l’impianto, pur in un clima di forte tensione con la proprietà.
La società biancoceleste, intanto, ha diffuso un comunicato per smentire ogni ipotesi di cessione del club. Una nota secca che ha però solo in parte placato la contestazione, esplosa con forza nel cuore della Capitale. I tifosi promettono nuove mobilitazioni se non arriveranno risposte concrete da parte della dirigenza.
Il malcontento, maturato negli ultimi anni, sembra aver raggiunto un livello irreversibile, con una frattura netta tra Claudio Lotito e una larga parte della piazza biancoceleste. Il nodo, ora, è politico e sportivo insieme, e la pressione sulla proprietà potrebbe aumentare ulteriormente nelle prossime settimane.