Un tentativo di regolarizzare la situazione abitativa di una donna di oltre 80 anni con invalidità al 100% si è trasformato in un incubo. La signora, occupante senza titolo di un alloggio Ater a Spinaceto, ha cercato di mettersi in regola grazie al recente decreto del sindaco Gualtieri. La donna si è autodenunciata e ha ottenuto la residenza, ma quel gesto ha avuto conseguenze inaspettate e devastanti. Invece di risolvere la sua posizione, si è trovata di fronte a una multa di oltre 20mila euro e una richiesta di indennità d’occupazione che si aggira sui 12mila euro.
La storia di una regolarizzazione che si è trasformata in un incubo
La figlia della signora, una cinquantenne che ha chiesto di rimanere anonima, ha raccontato la vicenda: “Con il mio aiuto, mia madre ha provato a regolarizzare la sua situazione abitativa. Grazie al decreto del sindaco Gualtieri, si è autodenunciata e ha ottenuto la residenza. Ha compilato due censimenti, ma la risposta è stata una multa e una richiesta di pagamento fuori dalla sua portata.” In effetti, la signora, che ha sempre pagato un canone mensile di 80 euro, si è trovata con una richiesta di 789 euro mensili, un importo insostenibile per una persona invalida che percepisce solo 531 euro mensili di indennità di accompagnamento.
Le difficoltà economiche e la richiesta di aiuto
Le fatture visionate da RomaToday parlano chiaro: la richiesta di pagamento riguarda un periodo dal 10 luglio 2023 al 31 dicembre 2024, con un conguaglio d’indennità di occupazione che supera i 12 mila euro. La donna, che non ha alcuna possibilità economica per far fronte a tali cifre, si trova ora in una posizione di estrema difficoltà. “Abbiamo sempre pagato il canone stabilito – racconta la figlia – ma ora ci viene chiesto di versare anche somme arretrate che non possiamo permetterci.”
Una vita segnata da tragedie familiari
La vicenda di questa donna, che si è ritrovata a occupare un alloggio Ater senza titolo, ha radici in una serie di eventi tragici. Come spiegato dalla figlia, la signora è stata accolta inizialmente nell’alloggio dalla cognata, regolare assegnataria dell’immobile, che poi è venuta a mancare. La donna, nel frattempo diventata invalida, ha quindi continuato a vivere nell’appartamento insieme al marito gravemente malato, ma dopo la morte del coniuge e altri decessi familiari, è rimasta sola, con l’unico supporto della figlia.
La richiesta di una soluzione umanitaria
In una lettera indirizzata anche a Ater di Roma, al Campidoglio e al Municipio IX, la figlia ha chiesto che sua madre possa rimanere nell’abitazione di Spinaceto, considerando le gravi condizioni di salute e la totale impossibilità economica di far fronte alle richieste imposte. “Mia madre è anziana, malata e non ha soldi per pagare le sanzioni. Non può andare da nessuna parte”, ha spiegato la figlia. “Chiedo solo che possa trascorrere il resto della sua vita in questo appartamento.”