Ostia, torna l’erosione: cabine a rischio e stabilimenti minacciati dalle mareggiate

Dopo il maltempo del 21 agosto, la costa di Levante perde ancora metri di spiaggia

Erosione costiera

La notte tra mercoledì e giovedì 21 agosto ha riportato l’erosione costiera al centro dell’allarme a Ostia. Il mare, agitato da onde alte oltre un metro, ha eroso ampie porzioni di arenile, colpendo in particolare la zona di Ostia Levante. Le mareggiate hanno lasciato alcune file di cabine a diretto contatto con l’acqua, con le onde che circondano le basi in legno su cui poggiano chioschi e strutture.

I titolari degli stabilimenti balneari della zona colpita stanno valutando la rimozione dei manufatti più esposti per evitare danni maggiori, come già accaduto in passato. Stabilimenti come Sporting Beach, Hibiscus e soprattutto il Kursaal, situati nella zona della Rotonda, hanno già subito pesanti danni in stagioni precedenti.

La paura dei gestori: “L’estate è finita, ci prepariamo al peggio”

“L’impressione è che ormai l’estate sia finita – spiega Michele De Fazio, titolare dello stabilimento La Bonaccia – arriveranno altre mareggiate perché ci aspettiamo le piogge di fine stagione e temiamo che le onde ci porteranno via altre cabine. Non lo permetteremo, infatti sto pensando di portarmi via le file di cabine più vicine al mare”.

Oltre a La Bonaccia, anche altri lidi risultano danneggiati: La Capannina, il Corsaro, Guerrino, il Bungalow (attualmente chiuso e sotto sequestro per irregolarità), e la spiaggia libera attrezzata L’Amanusa. Tutti si trovano a pochi metri dalle strutture già devastate dall’erosione lo scorso anno.

Le barriere non bastano: polemiche sulla gestione degli interventi

La barriera soffolta realizzata a marzo dalla Regione davanti al Kursaal e alla Rotonda ha avuto un effetto limitato, spostando semplicemente il problema di qualche chilometro. I gestori degli stabilimenti colpiti puntano il dito contro le opere già realizzate in passato, come i pennelli e le barriere presenti davanti al lido dell’Esercito, accusati di alterare il naturale flusso delle correnti.

Ma le preoccupazioni non si fermano qui. “Non c’è più la spiaggia sommersa che fungeva da argine e tratteneva il materiale eroso durante le mareggiate. Ora temiamo le prossime ondate di maltempo”, avverte Massimo Muzzarelli, presidente di Federbalneari Roma.

La situazione resta critica e l’erosione si conferma una minaccia costante per la costa romana, con interventi strutturali ancora inefficaci e un clima sempre più imprevedibile.

 

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